Autore Redazione
venerdì
9 Novembre 2018
13:56
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Politica - Alessandria

Alberi tagliati e rose: infuria la polemica. Botta e risposta Locci-Rossa

"100 mila rose conteggiate come nuove piante" ha attaccato il presidente del Consiglio Comunale. "Se vuole, ci denunci in Procura. Oggi 50 robinie tagliate senza un progetto" la replica dell'ex sindaco.
Alberi tagliati e rose: infuria la polemica. Botta e risposta Locci-Rossa

ALESSANDRIA – Nuovo capitolo della diatriba sul verde cittadino, ad Alessandria. Il taglio delle 50 robinie in piazzale Berlinguer da parte dell’amministrazione ha fatto detonare una vivace polemica politica. L’ultimo episodio riguarda il presidente del Consiglio Comunale Emanuele Locci.

“Dopo il taglio dei 50 alberi in piazzale Berlinguer ho preso in mano tutti gli atti che riguardano l’ambiente per vederci chiaro e mi sono reso conto di una cosa veramente fuori dal mondo, a proposito di quanto fatto dalla precedente Giunta, guidata dal sindaco Rossa” ha sottolineato l’esponente di Alessandria Migliore “Il regolamento del verde è stato modificato con una determina dirigenziale, mentre invece la competenza è del competenza del consiglio comunale. E soprattutto nel censimento arboreo di fine mandato non è stata rispettata la legge che impone al Comune di piantumare tanti alberi quanti bambini nati. Innanzitutto nel documento si fa solo riferimento al saldo nascite/morti, con circa 740 nuovi residenti all’anno in media. Ma anziché mettere a dimora 3500 alberi si legge che il Comune potrebbe anche non fare più nulla per i prossimi 90 anni, vista la presenza delle 100 mila rose dalla Moldavia, piantumate durante la Giunta Fabbio. Insomma, un atto di una gravità inaudita. Far valere retroattivamente le “rose di Fabbio” come sostituzione della doverosa piantumazione di nuovi alberi per tutto il secolo è una presa in giro dei cittadini”. 

Non si è fatta attendere la replica dell’ex sindaco Rita Rossa: “Locci vada in procura e ci denunci, prendendosi tutte le responsabilità del caso. In quel documento abbiamo semplicemente fotografato l’esistente in modo oggettivo, e quindi anche le rose. Non potevamo mica toglierle, o dichiarare il falso. Probabilmente il numero degli alberi piantumati non corrisponde esattamente al numero dei nuovi nati ma mi risulta comunque che il saldo sia positivo. Noi abbiamo sempre imposto a chi costruiva, su permessi già acquisiti con le amministrazioni precedenti, di piantare degli alberi. In ogni caso è comico il fatto che Locci parli oggi di questo dopo quanto è stato fatto la scorsa settimana in piazzale Berlinguer, un taglio di 50 alberi adottato senza alcuna trasparenza. Sul taglio delle robinie non sono stati informati né le Commissioni né il Consiglio Comunale. Mi risulta, e stiamo facendo tutte le verifiche del caso, che non ci siano gli atti dove è stato dichiarato che le piante erano malate. Non era vero, le piante erano sane. Bastava vedere i tronchi. E poi non c’è alcun progetto che rendesse necessario il taglio delle piante: hanno tagliato le piante per permettere una visuale migliore alle telecamere che, costando poco, garantiscono una definizione minore. Insomma, Alessandria ha altri problemi, anziché fare polemiche sul passato si occupi del presente. Cominci a immaginare il futuro di Alessandria. E abbia l’onestà intellettuale di criticare anche l’attuale Giunta”.

Insomma, il consiglio comunale di mercoledì prossimo promette scintille. “Sarà discussa la mia mozione dove sollecito l’istituzione del 21 novembre come Giornata Nazionale degli Alberi, il rispetto della legge sul censimento degli alberi e la piantumazione di un albero per ogni nuovo nato” ha concluso Locci “chiederò anche al Consiglio introdurre il Piano Urbano del Verde e la ripristinare la Consulta Comunale dell’Ambiente approvata nel 2007, il mio primo atto da consigliere comunale, che poi fu soppressa nel 2012”.

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