Decreto Sicurezza

PIEMONTE – Ance in Piemonte si accendono le polemiche sul Decreto Sicurezza. La Presidente dell’associazione Nazionale partigiani, l’alessandrina Carla Nespolo, in un’intervista a Repubblica ha infatti manifestato sostegno ai sindaci che si sono opposti all’articolo 13 del decreto sicurezza. Secondo la Presidente Anpi non è corretto parlare di disobbedienza perché è loro facoltà disapplicare la parte che “nega diritti umani fondamentali. “In realtà – si legge nell’intervista – questi sindaci, nelle maglie di un decreto assai brutto, cercano interpretarlo nella dimensione di umanità a cui sempre la legge dovrebbe ispirarsi”.

Contemporaneamente la Regione Piemonte sta valutando se esistano i presupposti giuridici per un ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto sicurezza. L’ente ha creato nelle passate settimane un tavolo di crisi con l’Anci regionale per valutare l’impatto del provvedimento sul proprio territorio e nell’ultima riunione del 21 dicembre è emersa anche la necessità di un confronto allargato con tutte le prefetture. “A questo scopo – ha spiegato l’assessore all’Immigrazione della Regione Piemonte, Monica Cerutti stiamo raccogliendo le concrete preoccupazioni di molte amministrazioni comunali, indipendentemente dal colore politico.” Il decreto risulta anche in totale contrasto con la nostra legge regionale 5/2016 contro tutte le discriminazioni, “Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale”, legge che applica invece i principi costituzionali.”