Pernigotti insegna

ROMA – Difendere le eccellenze italiane come Pernigotti e fermare la delocalizzazione dei marchi storici italiani all’estero. Questo l’obiettivo della proposta di legge che giovedì mattina la Lega ha presentato alla Camera, alla presenza del vicepremier Matteo Salvini e di Barbara Saltamartini, presidente della Commissione attività produttive.

“La vicenda della Pernigotti ha fatto emergere, se mai ce ne fosse stato bisogno, un problema che abbiamo nel tessuto economico, cioè il fatto che non ci siano strumenti contro le delocalizzazioni con chiusura di stabilimenti storici pur mantenendo il marchio” ha dichiarato Riccardo Molinari, capogruppo dei Deputati del Carroccio “Sulla Pernigotti, nonostante l’attenzione del governo, non c’è stato infatti nessun strumento politico che abbia garantito che la multinazionale turca accettasse accordi con altre imprese disponibili ad acquisire lo stabilimento a patto che ci fosse anche il marchio”.

“La nostra proposta di legge detta un punto di svolta perché tutti i marchi storici verranno registrati” ha aggiunto il parlamentare alessandrino “Stop quindi a delocalizzazioni estere. Se quindi il detentore del marchio vorrà delocalizzare chiudendo la fabbrica in Italia, perderà il marchio storico che diventerà dello Stato che avvierà le procedure per trovare altri imprenditori disponibili ad acquistare lo stabilimento originario insieme al marchio, a patto che mantengano la produzione e l’occupazione. Uno strumento concreto a difesa del made in Italy e delle aziende italiane“.

Sullo stesso tema, due mesi fa l’Onorevole Federico Fornaro di Liberi e Uguali aveva firmato una proposta di legge per la tutela dei marchi storici di aziende con piu’ di 50 anni di attivita’ nello stesso territorio. Noi siamo pronti a lavorare in commissione Attività Produttive alla Camera alla ricerca di un testo condiviso, ma fino ad ora è stato il Governo a bloccare l’iter delle proposte di legge in attesa di una iniziativa legislativa, più volte annunciata, del ministro Di Maio. Ancora una volta, dunque, sono le divergenze nel Governo a bloccare l’attività parlamentare” ha concluso l’esponente di Liberi e Uguali.