Palazzo Rosso
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ALESSANDRIA – Il dissesto è infinito per Alessandria. La città torna a vedere gli spettri della crisi economica in una vicenda che ora mette nuovamente in dubbio quanto avvenne nel 2012. A rendere ancora più virulenta questo contesto le dichiarazioni del sindaco della città, Gianfranco Cuttica di Revigliasco che, in una nota ufficiale, usa parole infuocate contro l’ex sindaco e la gestione degli anni passati, innescando lo stupore e la reazione di Rita Rossa.

Nonostante il rigore nel rispetto della legge da parte dell’Amministrazione, ha spiegato Cuttica, “a febbraio è arrivata la deliberazione 14/2019 della Corte dei Conti – tranciante, ma anche illuminante – che invitava a un compiuto ripristino della regolarità amministrativa e contabile, nonché a rivedere gli interi impianto e impostazione, anche numerica, dei bilanci dal 2012 al 2016“. Analisi definita impietosa che “ha obbligato l’Amministrazione comunale a prendere coscienza di una realtà drammatica che nemmeno la struttura burocratica è riuscita a cogliere nella sua complessità. Impegnate numerose risorse umane, costituito un gruppo di lavoro ad hoc, si è cercato di dipanare “il mistero”, ovvero il non inserimento in bilancio del debito 2011, quantificato in 46.887.506,73 euro, riscontrato a partire dal 2012 fino all’ultimo esercizio di cui risulta approvato il rendiconto (2017)”. Nel silenzio quindi, specifica ancora Cuttica, si è proceduto con l’analisi dei numeri che hanno portato alla scoperta che “sbagliando l’Amministrazione comunale attuale si è fidata dei dati del bilancio 2016, sulla base dei quali lo stesso Ministero dell’Interno, con il proprio silenzio-assenso, aveva di fatto sancito la fine del dissesto”.

Un dissesto torna a puntualizzare il sindaco “voluto dall’allora sindaco Rita Rossa, alla guida di un’amministrazione che non ha lavorato correttamente sull’impostazione del bilancio dal 2012 al 2014, aggravando, o meglio, compromettendo definitivamente la drammaticità dei numeri nel 2015″. L’accusa rivolta all’allora sindaco è di non aver sfruttato l’occasione “offerta dal D.Lgs. 126/2014, che avrebbe permesso di ripianare ogni squilibrio in 30 anni, rendendo indolore qualsiasi intervento. Nel 2015 l’amministrazione di sinistra ha perso l’occasione di restituire alla città un bilancio veritiero, come imposto dalla legge, ritenendo meglio perseverare negli errori dei 2 anni precedenti, e scegliendo – per aggiustare le cose – di non effettuare gli accantonamenti doverosi che il nuovo ordinamento contabile imponeva, ma che purtroppo, avrebbero palesato il grande deficit”.

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A tutto questo sarebbero seguiti “attacchi mediatici senza precedenti, sparando a raffica numeri senza logica alcuna, evidentemente preoccupata che il vaso di Pandora sarebbe stato scoperchiato“.

Accuse respinte categoricamente da Rita Rossa che rimprovera all’attuale maggioranza una sostanziale superficialità: “Quando noi richiamavamo all’attenzione sul bilancio lo facevamo per un problema strutturale sul quale abbiamo sempre lavorato. I nostri bilanci sono sempre stati seguiti e comprovati dal Ministero sia dell’Interno che delle Finanze, come riconosce lo stesso Cuttica. Quel lavoro era il frutto di una operazione di risanamento necessaria, unica strada possibile per Alessandria”. 

L’ex sindaco spiega anche che è assurdo sostenere di aver prodotto dichiarazioni mediatiche per evitare di scoperchiare “vasi di Pandora” perché “loro stessi hanno impostato il bilancio scorso esattamente come lo avevamo impostato noi, il ragioniere capo è lo stesso e non è stato cambiato e il peso di 46 milioni come eredità del dissesto sono il risultato di un consuntivo del 2011 frutto della maggioranza di cui Cuttica stesso faceva parte.

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Rita Rossa spiega anche che risulta strano che queste dichiarazioni arrivino dopo che “nell’ottobre 2017 l’assessore Lumiera, insieme al sindaco, sostenne che c’era stata una importante operazioni di risanamento riconoscendo il nostro lavoro. Dichiarazioni che trovai corrette e di grande valore tant’è che su quelle delibere ci astenemmo.” Per questo “ora uscirsene attribuendo le colpe a chi c’era due anni fa sia un assolversi troppo semplicistico“.

Inoltre, aggiunge l’ex primo cittadino, “abbiamo appreso da Salvini la gravità della situazione, a dimostrazione di un metodo poco trasparente“. E ora Rita Rossa è “preoccupata perché si stanno scaricando le colpe su chi ha risanato per nascondere l’evidente e ulteriore sacrificio che si chiede alla città e quando noi chiedevamo attenzione alla spesa corrente ci avevano detto che giocavamo al ribasso, invece avevamo ragione. Alessandria infatti era sì guarita dal dissesto ma ancora convalescente“. L’ex primo cittadino chiude rimarcando come “si taccia su un altro grave problema e cioè che anche questo governo ha prodotto tagli nei trasferimenti per oltre 2 milioni di euro“.

Sul futuro della città Cuttica tuttavia “rassicura da ogni allarmismo“, rimarcando come sia stato avviato “il necessario percorso per superare le condizioni che hanno causato il disavanzo, mettendo in campo tutte le misure utili per l’integrale ripiano e il finanziamento dei debiti fuori bilancio”. Ora si procederà, spiega l’amministrazione, a una rigorosa revisione della spesa, alla verifica e alla valutazione dei costi dei servizi erogati, alla situazione di organismi e società partecipate.

“Nessuna conseguenza attende gli alessandrini sui tributi locali – ha puntualizzato Cuttica – già deliberati dalla passata amministrazione al massimo. Dovranno essere rafforzate le misure di controllo dell’evasione e del recupero. Dovranno cioè pagare tutti per pagare meno. I servizi a domanda individuale dovranno garantire la copertura nella misura prevista dalla legge. Per le nuove assunzioni resterà ferma la programmazione in atto, che dovrà essere sottoposta al controllo di compatibilità finanziaria da parte della Commissione. Nessuna limitazione alla contrazione di mutui, con totale salvaguardia per le spese di investimento su progetti e interventi per l’ottenimento di risparmi di gestione, funzionali agli obiettivi fissati nel piano di riequilibrio“.