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ALESSANDRIA – “Alessandria è pronta ad accogliere le idee di tutti, anche le più pericolose”. Con questa affermazione volutamente provocatoria il collettivo Non Una di Meno ha attaccato il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco e la scelta di patrocinare l’incontro in programma questo venerdì sera alla Parrocchia di San Michele, organizzato dal Comitato Difendiamo i nostri figli, insieme all’associazione Carlo Torriani, al Movimento per la Vita e Alleanza Cattolica. Alle 21 parlerà infatti Luca Di Tolve, presidente del Gruppo Lot e referente di una “Casa di Spiritualità” che, tra gli obiettivi, si pone quello di “prevenire l’insorgere o l’aggravarsi di ferite dell’identità sessuale dei ragazzi”.

Sarebbe proprio Luca Di Tolve, inoltre, il protagonista della canzone “Luca era gay”, cantata da Povia sul palco di Sanremo. Di Tolve è autore del libro “Ero gay. A Medjugorje ho ritrovato me stesso”.

Non Una di Meno ha così invitato il sindaco Cuttica a dissociarsi da questa tipologia di eventi. 

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Il vero nodo politico è il fatto che questo evento sia stato patrocinato dal Comune di Alessandria” ha sottolineato Non Una di Meno “In nome di cosa? Chiaramente di quanto di più abusato ci sia nell’attuale dibattito pubblico: la libertà di espressione. Ecco che ancora una volta ci troviamo costrette a porre l’accento su quale sia la doverosa distinzione tra chi tutela diritti e chi invece vuole negarli; tra chi cerca di far passare in maniera implicita mere opinioni o vicende personali come fatti oggettivi, e chi invece si batte affinché le differenze non debbano essere continuamente messe sotto processo”.

“Davvero qualcuno trova giusto che, in nome di questa presunta libertà di espressione, un Comune avalli iniziative che sostengono tesi contro una buona fetta di popolazione?” ha sottolineato Non Una di Meno “Un Comune non dovrebbe rappresentare anche le persone LGBT*QI+? Seriamente è accettabile che un Sindaco patrocini il Pride – dissociandosi però dal suo contenuto – e, allo stesso tempo, patrocini un evento in cui c’è chi sostiene che le persone omosessuali siano da curare? Perché il Sindaco non si dissocia pubblicamente anche da questa tipologia di eventi, come si è premurato di fare con il Pride? E ancora, il Sindaco tanto attento al fatto di dover “unire e non dividere” pensa davvero che le persone LGBT*QI+ possano sentirsi accolte e rappresentate da un Comune che si abbassa a biechi giochi politici del tipo “io do il patrocinio a questo, quindi devo patrocinare anche quest’altro” sulla loro pelle”?

“Speriamo solo che i terrapiattisti non si palesino chiedendo anche loro di essere patrocinati dal Comune, sarebbe davvero interessante ipotizzare la risposta del nostro “imparziale” Sindaco in merito” la provocatoria conclusione di Non Una di Meno.

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