PERNIGOTTI
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NOVI LIGURE – Resta ancora un grande punto interrogativo sul futuro della Pernigotti. In occasione del tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico tra i rappresentanti dell’azienda dolciaria coi sindacati e una rappresentanza dei dipendenti sono stati prospettate diverse ipotesi anche se, ancora, mancano le certezze.

Innanzitutto la prima novità a breve termine: dal 29 luglio i dipendenti potrebbero essere richiamati al lavoro fino a novembre per la campagna invernale della produzione di cioccolato e torrone, a fronte di un rifinanziamento dell’azienda per l’acquisto di materiali e di materie prime. Lunedì prossimo le parti sociali si confronteranno ancora coi vertici per un incontro tecnico.

Da quanto oggi, inoltre, sembra inoltre in dirittura di arrivo l’accordo per la vendita del ramo gelateria mentre per la reindustrializzazione del sito novese sono sul tavolo due opzioni: la prima prevede un piano industriale promosso dalla cooperativa sociale torinese Spes, per la ricollocazione di circa 50 dipendenti a partire da settembre, mentre nel secondo caso si ripartirebbe dal 2020 con poco meno di 40 dipendenti. Il nome dell’azienda coinvolta non è stato divulgato ma sarebbe sempre piemontese.

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“Un incontro interlocutorio” le parole di Marco Malpassi, Flai Cgil “avevamo altre aspettative. Speravamo in un piano di reindustrializzazione complessivo. Ora questa strategia è cambiata. Insomma, una situazione surreale, nebulosa. Non siamo soddisfatti”.

“In ogni caso resta l’assoluta incertezza su quello che accadrà, la Pernigotti resta avvolta dalla nebbia” ha detto l’onorevole di Liberi e Uguali Federico Fornaro “ci aspettavamo qualcosa di più, è evidente che dovrà essere convocato un nuovo tavolo ministeriale a settembre”.

Dal tavolo di oggi, invece, la senatrice del Movimento 5 Stelle Susy Matrisciano vede segnali positivi“: “Le due manifestazioni di interesse presentate da soggetti italiani per lo stabilimento Pernigotti di Novi Ligure testimoniano il grande impegno profuso in questi mesi dal Ministero dello Sviluppo Economico per giungere alla migliore soluzione possibile, salvaguardando entrambe le linee di produzione e l’occupazione di tutti i lavoratori che si trovano in cassa integrazione. Il fatto che l’azienda abbia confermato lo stato avanzato delle trattative con i potenziali investitori, garantendo la continuità operativa degli impianti produttivi, è un segnale positivo che lascia fiduciosi per il futuro dello stabilimento”.

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In mattinata ha poi parlato anche il senatore di Forza Italia, Massimo Berutti: “L’incontro al Mise su Pernigotti ha consentito di inquadrare una serie di opzioni che possono avere valore per la salvaguardia dei posti di lavoro. È però il tempo di dare attuazione concreta ai progetti presentati, di passare dalle promesse ai fatti. Le possibili soluzioni distinte su gelateria, gianduiotti e torrone potranno non essere ottimali, ma sono certamente positive per la tutela dei lavoratori, che resta una priorità. Al di là delle soluzioni contingenti, che devono essere concretizzate quanto prima, il caso Pernigotti deve spingerci ad un’azione di sistema che metta le eccellenze italiane in condizione di competere a livello globale senza il bisogno di interventi imprenditoriali stranieri che in certi casi si rivelano deleteri per le realtà nazionali. È per queste ragioni che è necessario intervenire su tributi, fisco e credito, così da mettere le imprese italiane in condizione di difendere le nostre produzioni ed eccellenze nelle sfide internazionali”.