Autore Redazione
venerdì
2 Agosto 2019
07:00
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Politica - Alessandria

Nuovi negozi alle porte di Alessandria, Confesercenti attacca: “Un assedio”

"Le campagne elettorali finiscono, ma le azioni a tutela dei commercianti e degli artigiani non iniziano mai" le parole della vicepresidente Rossana Rolando.
Nuovi negozi alle porte di Alessandria, Confesercenti attacca: “Un assedio”

ALESSANDRIA – Torna di attualità la polemica sui centri commerciali ad Alessandria. Ad accendere la miccia è stata Confesercenti, dopo la conferenza dei servizi in Regione sull’area di via Tiziano e Via Giordano Bruno che presuppone nuove aperture di negozi. Tra le possibili novità, infatti, un supermercato, un negozio di scarpe e di abbigliamento.

Dagli uffici del Comune, però, precisano che non è previsto alcun ampliamento e nessuna nuova costruzione rispetto ai poco più di 3 mila metri quadrati di superficie commerciale già autorizzata ma una diversa distribuzione delle attività commerciali. 

Resta, secondo Confesercenti,un assedio della grande distribuzione dal quale Alessandria non riesce a liberarsi, a differenza di quanto accadde col Barbarossa, nel dodicesimo secolo” l’amaro parallelismo storico della vice presidente di Confesercenti Rossana Rolando da troppi anni l’unico sviluppo nella città di Alessandria è l’insediamento di nuovi centri commerciali, che danneggiano fortemente il piccolo commercio di vicinato, portando via la ricchezza da questo territorio e impoverendone la crescita economica. Le campagne elettorali finiscono, ma le azioni a tutela dei commercianti e degli artigiani non iniziano mai”.

A tutela del piccolo commercio Confesercenti ha quindi invocato interventi normativi urgenti per modificare questa situazione che ha messo in grave difficoltà il negozio di vicinato e che, di fatto, ha monopolizzato il commercio.I centri storici sono sempre più degradati, vuoti, non curati, sporchi, con parcheggi solo a pagamento, viabilità contorta, mancato rispetto dell’isola pedonale, senza un calendario annuale degli eventi che si svolgono in città e con una distribuzione delle risorse economiche, spesso non condivisa con la categoria e neppure con le Associazioni”.

L’associazione ha infine evidenziato una vera e propria beffa: “Gli sviluppatori che costruiscono i centri commerciali pagano gli oneri di urbanizzazione all’Amministrazione comunale per barattare opere e misure a sostegno dei centri storici. Perché noi commercianti non vediamo mai risorse e ci si dice sempre che non ci sono soldi?” ha continuato Rossana Rolando “La città, invece, è accerchiata da capannoni, comodamente raggiungibili da tangenziali, parcheggi gratuiti, azioni di promozione programmate, coordinate e pubblicità delle azioni di marketing adottate”.

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