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ALESSANDRIA – Stato di agitazione e blocco degli straordinari. Questa la decisione unitaria presa dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Csa per le 31 educatrici e 16 collaboratrici al lavoro nei nidi e negli asili gestiti da Palazzo Rosso. Le parti sociali hanno espresso forte preoccupazione “su possibili problematiche e irregolarità che potrebbero verificarsi”.

In particolare, hanno sottolineato i sindacati, “la carenza organica mette a rischio il rapporto numerico stabilito dalla normativa vigente tra educatrici e bambini”: da una educatrice per 10 bambini infatti, secondo Cgil, Cisl, Uil e Csa si arriverebbe a una per 17.

Per questo i sindacati temono che, “per far fronte alle carenze organiche e per sostenere il servizio, si arrivi a un utilizzo improprio dello strumento dello straordinario, che costringerebbe il personale a prolungare la durata del turno e conseguentemente a non poter più gestire legittimamente il proprio tempo di vita familiare. Conseguenti ricadute psicofisiche del personale educativo, quindi, potrebbero altresì mettere a rischio la qualità del servizio rivolto ai minori e alle loro famiglie”.

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Insomma, un problema stringente e noto da tempo che, secondo le parti sociali, non sarebbe stato risolto dall’amministrazione Cuttica. Per questo ora i sindacati hanno chiesto un confronto di fronte al Prefetto di Alessandria per poi agire di conseguenza.

“Non rileviamo alcuna carenza di personale” ha replicato l’assessore ai Servizi Educativi di Alessandria Silvia Straneo “i servizi ai nidi e agli asili sono appena partiti. Al momento ci sono 50 bambini nei nidi e 93 negli asili. Siamo all’inizio dell’anno e i carichi di lavoro non sono certo enormi. Di per sé il servizio presuppone un graduale inserimento dei nuovi bambini. I nuovi ingressi, inoltre, sono programmati proprio a seconda del numero di personale. A dicembre andremo a regime ma a quel punto le cinque nuove assunzioni saranno già state formalizzate dal Ministero”.

“Lo straordinario viene richiesto solo in caso di malattia che, in base al contratto collettivo, devono essere comunicati a inizio giornata” ha infine precisato l’assessore Straneo “in quel caso se nessuna educatrice sarà disponibile a fare lo straordinario l’unica soluzione sarà avvisare la famiglia per venire a prendere prima il proprio figlio, ma questo può succedere anche nella scuola statale”. 

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