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PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Non era mai successo prima ma giovedì anche in provincia di Alessandria diverse aziende produttrici di plastica hanno per la prima volta deciso di fermare la produzione per un’ora, dalle 11 alle 12. Non uno sciopero, è stato precisato nella sede di Confindustria (tutti i dipendenti sono stati comunque retribuiti, ndr) ma un atto simbolico proclamato da Unionplast a livello nazionale per dire no alla Plastic Tax, ipotizzata dal Governo nella prossima Legge di Bilancio.

Un balzello ideatosolo per fare cassa“, ha detto l’amministratore delegato di Guala Dispensing, Stefano Guala. “Ad oggi, infatti, non si conosce la destinazione di questo gettito, non c’è alcun piano strategico di lungo periodo per ridurre l’impatto ambientale, un campo sul quale aziende come la nostra sta comunque lavorando da tempo, ad esempio con l’incentivo al riciclo. Da questo punto di vista l’Italia è il paese più virtuoso in Europa. La riprogettazione degli imballaggi è già in corso e già si stanno vedendo dei risultati. Insomma, non abbiamo aspettato che arrivasse Greta Thumberg a dircelo”. 

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Insomma, secondo le aziende è giusto ridurre l’impatto ambientale ma farlo attraverso la Plastic Tax sarebbe controproducente: “La tassa ammonterebbe a 50 centesimi in più al chilo, un terzo in più dell’attuale prezzo. In totale si arriverebbe a più di un miliardo di euro. La nostra azienda dovrebbe sborsare 5 milioni di euro, su un fatturato di 60″ ha sottolineato ancora Stefano Guala “Non ce la faremmo, saremmo costretti a chiudere. Per questo, inevitabilmente, questa tassa graverà nostro malgrado sui consumatori. Sarà fissata nei luoghi di consumo. Per fare un esempio una bottiglia d’acqua costerebbe il 10% in più. Le altre conseguenze? Aumenterebbe il costo degli imballaggi, diminuirebbe il numero dei dipendenti, calerebbero i consumi, si deprimerebbe il mercato. Quando poi si dice di utilizzare il vetro al posto della plastica in pochi poi si rendono conto che l’impatto ambientale della plastica è decisamente inferiore a quello del vetro”.

Un argomento, quello della Plastic Tax, particolarmente sentito nella nostra provincia, la terza in Italia per produzione di plastica da imballaggio. In totale il settore plastica conta circa 1600 dipendenti diretti, impiegati in aziende con un giro d’affari complessivo di più di 2 miliardi di euro. 

Anche Confindustria Alessandria si è schierata accanto alle imprese: “Abbiamo già espresso forte contrarietà in merito all’introduzione di una tassa sugli imballaggi in plastica prevista dal documento programmatico di bilancio 2020. La misura non ha finalità ambientali, penalizza i prodotti e non i comportamenti, e rappresenta unicamente un’imposizione diretta a recuperare risorse ponendo ingenti costi a carico di consumatori, lavoratori e imprese”.