Autore Redazione
sabato
24 Gennaio 2015
10:54
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Politica - Acqui Terme

Sanità: dalla regione alcune modifiche ma le polemiche restano

Sanità: dalla regione alcune modifiche ma le polemiche restano

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – La delibera sulla riforma sanitaria approvata venerdì “contiene importanti integrazioni al provvedimento del novembre scorso sulla revisione della rete ospedaliera“. Lo ha dichiarato l’assessore regionale Antonio Saitta che ha aggiunto: “la definizione completa delle unità operative complesse, semplici e dipartimentali, l’individuazione delle discipline assegnate genericamente ai presidi delle ASL potrà essere effettuata solo con la definizione degli atti aziendali al termine di un percorso che prevede la determinazione della rete territoriale, la definizione delle linee guida dei nuovi atti aziendali, la nomina dei nuovi direttori generali delle aziende entro fine aprile, l’approvazione dei nuovi atti aziendali“.
Nel testo sono state inserite integrazioni “a garanzia dell’intero sistema di emergenza che hanno portato, con riferimento alle discipline a scavalco tra hub e spoke (cioè con un bacino di utenza tra i 400mila e gli 800mila abitanti) come ad esempio chirurgia vascolare, pneumologia e gastroenterologia, al potenziamento in alcuni Spoke“. “Abbiamo voluto garantire una maggior efficace copertura territoriale tenendo conto in particolare dei tempi di percorrenza sul territorio piemontese” ha aggiunto Saitta che prima della seduta di Giunta si era lungamente confrontato con i consiglieri regionali nella seduta di IV Commissione”.
Per quanto riguarda l’area alessandrina queste le considerazioni della Regione:
All’Asl di Alessandria relativamente all’impianto della rete ospedaliera dell’Emergenza-Urgenza (DEA di II livello, DEA di I e Ospedale di Base con Pronto Soccorso), si conferma quanto definito dalla delibera del novembre scorso.
Tuttavia, in relazione all’area della post-acuzie si è ritenuto opportuno prevedere una struttura complessa di RRF/Fisiatria aggiuntiva rispetto al testo di novembre nel territorio dell’Asl, mantenendo anche una struttura complessa di lungodegenza ad oggi prevista in delibera.
Di fatto, viene assegnata una struttura complessa aggiuntiva di riabilitazione funzionale la cui collocazione (ad esempio a Tortona) sarà decisa con l’approvazione degli atti aziendali.
Per quanto riguarda la riconversione delle cardiologie non più previste come strutture complesse al di fuori dei Dea, si prevede la loro riconfigurazione da complesse a semplici con letti di appoggio per l’attività di chirurgia interna, mantenendo i servizi in relazione al fabbisogno del territorio ed in coerenza con gli Ospedali Dea di riferimento.
Analogamente i servizi di emergenza-urgenza potenziati da una maggiore diffusione della disponibilità delle elisuperfici ad utilizzo notturno garantiranno un adeguato funzionamento della rete specialistica cardiologica indirizzando i pazienti presso la struttura più idonea in rapporto alla complessità della patologia. Infine per quanto concerne le attività cliniche, con particolare riferimento alle attività di supporto alle chirurgie, verrà garantito il supporto anestesiologico rianimatorio anche attraverso il mantenimento di letti di terapia intensiva e/o di sub intensiva coerenti con il bisogno generato dalle attività assegnate.

Adesso però cominciano a piovere nuove contestazioni. Il primo a esporre tutti i dubbi è stato il consigliere regionale Massimo Berutti di Forza Italia:
Alla luce della Commissione regionale sulla Sanità avvenuta venerdì è certificato che il sistema sanitario Alessandrino è disintegrato dalla Riforma del centrosinistra“.
Il declassamento di Acqui, Tortona e Novi costituiscono delle ferite insanabili – ha denunciato l’esponente azzurro. Non siamo di fronte però al declassamento di singoli presidi, ma al declassamento più in generale di tutta la sanità piemontese. Le piccole aperture spot fatte dall’assessore sono prive di qualsiasi criterio oggettivo e di qualsiasi sostanza; informate esclusivamente a ragioni di carattere politico volte a dare qualche contentino agli amministratori locali che così avranno la giustificazione di facciata per poter rientrare nei ranghi da bravi soldatini quali sono. Mentre va sottolineato il coraggio e la determinazione di molti sindaci di Tortona e del Tortonese e di alcuni di Acqui e dell’Acquese che hanno deciso di fare ricorso al Tar contro le scellerate decisioni di Chiamparino-Saitta e Moirano”.
“Alla Giunta – ha continuato Berutti – è mancata la volontà, dimostrata dalla giunta di centrodestra uscente, di condurre una battaglia nazionale laddove si sarebbero dovute difendere le peculiarità del territorio, ma soprattutto difendere quelle aree marginali delle province che non possono avere gli stessi servizi garantiti dagli ospedali dei capoluoghi. Nei prossimi mesi assisteremo a chiusure di ospedali e reparti, alla cancellazione di centinaia di posti letto, all’esplosione delle liste d’attesa tutto in una chiave Torino-centrica. E tutto questo sulle spalle degli alessandrini i quali non vedranno neppure reali benefici sul bilancio regionale”.
Berutti ha infine puntualizzato i problemi collegati al riconoscimento del territorio alessandrino: “già in fase di costruzione della Giunta l’Alessandrino non era stato preso in considerazione: oggi il nostro territorio non può contare nessuno dei suoi all’interno del governo regionale. Una situazione che si fa ancora più acuta se si guarda alla debolezza dei due consiglieri alessandrini di maggioranza, di cui uno presidente della Commissione Sanità, che non hanno saputo mettere un argine alla deriva della riforma Saitta”.

 

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