Autore Redazione
domenica
1 Agosto 2021
11:14
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Politica - Alessandria

L’Isral si appella a sindaco e giunta “non intitolate una via ad Almirante”

L’Isral si appella a sindaco e giunta “non intitolate una via ad Almirante”

ALESSANDRIA – L’Isral, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi” fa appello alla “sensibilità del sindaco e dell’amministrazione della Città di Alessandria” e chiede di non dare seguito alla proposta di intitolare una via del capoluogo a Giorgio Almirante.

L’Istituto, ha ricordato, da anni svolge una funzione di consulenza e supporto storico-scientifico all’interno della Commissione consiliare Toponomastica del capoluogo, senza diritto di voto. Già durante la discussione della proposta a Palazzo Rosso il rappresentante dell’Isral aveva “ripetutamente e reiteratamente” manifestato il proprio dissenso, spiegandone le ragioni di ordine storiografico e documentario che sostenevano e supportavano tale indicazione. La Commissione, poi, ha deciso diversamente “peraltro dividendo, con sfumature e posizioni differenti, anche le componenti che costituiscono l’attuale maggioranza consiliare” ha sottolineato l’Isral.

La scelta definitiva spetta ora al signor Sindaco, alla sua Giunta comunale e  all’Amministrazione Comunale nel suo complesso.
Per queste ragioni l’ISRAL, Istituto per la storia della Resistenza e della società  contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi”, con i suoi organi di governo,  di direzione e operativi, fa appello alla sensibilità del Sindaco e dell’Amministrazione della  Città di Alessandria affinchè non si dia seguito ad un’ipotesi così divisiva, evitando in tal  modo di recare oltraggio all’intera Comunità alessandrina, alla storia della Città e alle sue note  e consolidate tradizioni democratiche e antifasciste, così come a quelle di un intero territorio  provinciale, territorio che stato insignito, dal Presidente della Repubblica Italiana, di Medaglia  d’oro al Valor Militare proprio per il suo contributo alla lotta di Liberazione e contro il regime mussoliniano.

Quella di Almirante, ha aggiunto l’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi”  è “una figura politica assai controversa del recente passato del nostro  Paese: fascista militante e consapevole in gioventù, redattore del periodico “La difesa della  razza” e convinto sostenitore delle vergognose leggi razziali del 1938, a partire dal 1943
aderente alla R.S.I. – Repubblica Sociale Italiana svolgendo funzioni apicali sia dal punto di  vista militare che di governo, si distinse come persecutore indefesso e fucilatore di partigiani  e combattenti per la libertà, nell’immediato Dopoguerra fu fondatore e dirigente di primissimo  piano del Movimento Sociale Italiano, partito che affondava, dichiaratamente e senza remore,  le proprie radici politiche e culturali nei principi e nei valori dell’ideologia fascista. Almirante  non solo non manifestò mai prese di distanza o di revisione nei confronti di queste sue  posizioni “giovanili”, ma anzi le rivendicò, con malcelato orgoglio, avendo peraltro, nel corso  del suo intero percorso politico, atteggiamenti spesso di scarsa trasparenza se non di
comprensione e connivenza con alcune delle frange più estreme e violente del mondo della  destra radicale e neofascista italiana”.

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