CASALE – Sabato mattina Casale Monferrato e i casalesi hanno vinto un’altra battaglia importante nella guerra contro l’amianto. Il taglio del nastro del Parco Eternot, due ettari di verde sorti sulle ceneri della fabbrica della morte, rappresenta il simbolo di una comunità che non si vuole arrendere e che guarda alla vita, nonostante debba ancora e sempre lottare contro la morte portata dalla fibra killer. A tagliare simbolicamente il nastro tricolore insieme al sindaco Palazzetti c’erano anche le mogli dei sindaci Coppo e Mascarino, a rappresentare l’impegno continuo e in prima linea di Palazzo San Giorgio, compresa la legislatura di Giorgio Demezzi. Tante le istantanee di questa giornata: i sorrisi puri dei bambini che si divertono su un’altalena, i balli di gruppo dei ragazzi delle scuole, la musica, gli applausi scroscianti e commossi nel ricordare l’ultima vittima dell’Amianto, il presidente dell’Afeva Beppe Manfredi. Alla cerimonia hanno partecipato anche ragazzi e ragazze di diverse società sportive della città, compresi i migranti rugbisti de Le Tre Rose.

 

 

La presenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando ha certificato la vicinanza e la sinergia dello Stato con la città di Casale. “I termini del diritto positivo e della giustizia non sempre coincidono ma non deve esserci una completa divaricazione incomprensibile per i cittadini” ha detto il Guardasigilli “Giustizia deve essere fatta. La vicenda Eternit è frutto di un modello di sviluppo che finalmente siamo riusciti a mettere in discussione. Oggi quello che inizia a non succedere più in Italia succede però in altre parti del mondo. Ricordare oggi quello che è stato serve anche per immaginare nuove battaglie per costruire un modello di sviluppo diverso, che metta in discussione l’idea che il profitto non si ferma davanti ad alcuna regola.” Il ministro ha poi sottolineato quello che Palazzo Chigi ha fatto: “Abbiamo stanziato risorse fresche per le imprese che bonificano, istituito un fondo di quasi 20 milioni di euro per la progettazione di bonifica di beni contaminati. Nella legge di stabilità sono stati inseriti 45 milioni di euro per tre anni per la bonifica. Il Parlamento ha dimostrato nuova attenzione ai problemi dell’ambiente.”

A tracciare l’ambizioso obiettivo di Casale Monferrato ci ha pensato l’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia: “Lavoriamo per liberare definitivamente Casale dall’amianto entro il 2020, e come Casale anche il Piemonte e l’Italia. Ma bisogna superare il nodo del patto di stabilità, per poter spendere le risorse per la bonifica. Nei prossimi giorni partirà a Roma il comitato inter-istituzionale per la redazione del piano nazionale amianto.”

Sul palco a fianco di Nicola Pondrano, rappresentante sindacale di Cgil, Cisl e Uil, durante il suo intervento, c’erano anche gli ex operai Eternit: “Con la sentenza della Cassazione del processo Eternit abbiamo sfiorato l’obiettivo di ottenere giustizia. All’Eternit sono entrato ragazzo e sono uscito uomo, toccando con mano l’incuria dei proprietari e la fatica dei lavoratori. Oggi chiediamo che tutti facciano la loro parte, con lo Stato e le istituzioni vicine. Anche perché in questa città si continua a morire d’amianto. Un disastro che continua a colpire. Ricordo quello che disse il pm Raffaele Guariniello: “Non ho mai visto una tragedia simile nella mia carriera di magistrato”.

Il senatore Pd Daniele Borioli che ha ricordato due momenti significativi dove è emersa la dignità e la coesione dei cittadini casalesi, il rifiuto della cosiddetta “offerta del diavolo” e la sentenza della Cassazione del Processo Eternit. “Da quelle esperienze è nata una nuova forte spinta ed è continuata la ostinata ricerca della strada della giustizia.”

“Casale sarà la prima città europea completamente libera dall’amianto” ha sottolineato il sindaco Titti Palazzetti “Il Comune farà tutto il possibile, insieme alla Regione e al Governo, per mobilitare gli investimenti e le competenze necessarie a vincere la sfida dell’amianto, anche sul terreno dello sviluppo economico sostenibile.” Infine, dal primo cittadino, un appello ai tanti bambini e ragazzi presenti: “Siate orgogliosi del vostro parco, curiamolo, facciamolo vivere insieme. Se non abbandoniamo il coraggio e la tenacia che lo hanno reso possibile arriverà il futuro che tutti vogliamo.”

Dopo l’inaugurazione i rappresentanti delle istituzioni hanno fatto tappa al “Vivaio Eternot”, l’opera dell’artista Gea Casolaro, un’opera “viva” rappresentata dalle piante dell’Albero dei Fazzoletti. “Ho capito che la tenacia è la caratteristica dei casalesi e il vivaio Eternot la rappresenta in pieno” ha aggiunto la stessa Casolaro “Le piante di davidia involucrata di questo vivaio premieranno ogni anno le realtà dove, come a Casale, si è combattuto l’amianto.”

“L’aquilone di Romana” è infine la seconda opera svelata all’interno del Parco, dedicata alla presidente onoraria dell’Afeva Romana Blasotti Pavesi, icona della resistenza casalese e rappresentata in questo caso da una bambina che, appunto, fa volare al vento un aquilone, un simbolo di vitalità, speranza e gioia.  

Francesco Conti