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ALESSANDRIA – Si fa quel che si può, e ormai a questo punto del campionato, alla 24^ giornata, l’Alessandria pare in grado di fare ben poco. Progetto o non progetto le sabbie mobili dei play out sono sempre molto vicine, a due soli punti di distanza. Da nove mesi i grigi non vincono al Moccagatta, l’ultima volta fu il 5 maggio 2018 contro il Cuneo, e nella partita contro il Pisa non sono emersi segni di inversione di tendenza, nonostante gli innesti fatti con il mercato di gennaio.

Differente è la visione del direttore sportivo Cerri che, nel post partita, si affanna a venire in sala stampa per rilasciare con parole felpate dichiarazioni opinabili: visto che il Pisa è arrivato qui per portare a casa tre punti il pareggio conquistato “vale oro“.

Come opinabile e irriverente è la critica anzi l’appello amichevole” del ds ai tifosi.

Qualche timido coro verso il finale di partita contro la condivisione del progetto societario secondo Cerri “non si incastra con quello che stiamo facendo” perché “stiamo cercando di creare qualcosa che ancora deve nascere”.

Un classico appello al pensiero unico. Un ‘non disturbate il manovratore’, dimenticando che, dei circa 500 paganti, circa 200 erano supporter ospiti e senza porsi il dubbio che, prima della critica ai tifosi, sarebbe utile un’autocritica su quello che si è fatto ma soprattutto si è detto.

Infine Cerri pensa che “aver raggiunto il risultato” nei minuti finali ovvero il pareggio, sia “un grande salto di qualità“, non considerando lo svarione della difesa al 95^ con il presunto fallo su Moscardelli che avrebbe riposizionato tutto come è sempre stato.

Già, si fa quel che si può, e allora cerchiamo di salvarci.

Nella foto i giocatori verso la Nord dopo la prima sconfitta stagionale col Pro Piacenza, nel girone di andata