Nel campionato di Eccellenza arriva una sconfitta per il Castellazzo, in una delle più difficili trasferte finora disputate. A Dronero finisce 3-2 per i padroni di casa che sfruttano una giornata no dei bianco verdi per scavalcarli in classifica. La Pro Dronero ha dominato nettamente il primo tempo sia per occasioni da gol accumulate, che per possesso palla. Nulla da dire quindi se a metà tempo il risultato parziale vedeva i padroni di casa avanti di due gol grazie a un “uno-due” di Galfré, che come un pugile esperto ha stordito il Castellazzo. Nella ripresa è stato Rosset a ridare animo ai ragazzi di Lovisolo, che sfiorano in più occasioni il pareggio, ma al minuto 35 subiscono incredibilmente il terzo gol da Dutto. A nulla è servito il gol di Parrinello all’ultimo minuto. Ai microfoni di Radio Gold, l’allenatore dei biancoverdi ha ammesso le lacune dei suoi undici scesi in campo: “Abbiamo sbagliato completamente l’approccio alla partita, regalando un tempo, anche se nella ripresa ci siamo svegliati e abbiamo creato di più. Certo alcuni dei nostri come Rosset, Cartesegna e Cozza o non c’erano o erano a mezzo servizio, ma non ci possiamo attaccare all’assenza di 3 uomini, le sconfitte, come le vittorie, sono da imputare a tutta la squadra”. Sulla prestazione generale è stato netto il giudizio del mister: “Non abbiamo giocato da Castellazzo, solitamente ce la giochiamo alla pari con qualsiasi squadra, mentre oggi devo ammettere che la Pro Dronero ha meritato la vittoria, giocando meglio di noi, mettendoci sotto per un tempo, e sapendo poi colpirci proprio nel nostro momento migliore nella seconda parte della gara. Ora dobbiamo guardare avanti, coscienti che ce la possiamo giocare con tutti”. 

Il Castellazzo, reduce dal pareggio con il Cavour, si attesta all’ottavo posto fra Casale e Tortona Villalvernia. Per i biancoverdi ora sarà necessario recuperare in fretta perché mercoledì si ritorna in campo per la Coppa Italia contro il Colline Alfieri, mentre domenica nuova trasferta in terra cuneese contro un altro avversario tosto: l’Olmo. 

Diego Cambiaso 

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