Da Imola riparte la lunga storia dei Grigi: un’Alessandria nuova ma con l’orgoglio di sempre
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ALESSANDRIA – “Forza Grigi”. A distanza di poco più di dieci giorni dallo striscione attaccato dai Mandrogni Settore Popolari sul ponte Meier contano solo queste due parole, che oggi, giorno del debutto stagionale dell’Alessandria Calcio in Serie C contro l’Imolese (fischio d’inizio alle 17.30) di sicuro stanno risuonando nella mente di tutti gli appassionati dell’Orso, sia di chi ha già accettato le “scuse” del presidente Di Masi e di chi ancora non riesce a lasciarsi alle spalle quelle lunghe settimane di silenzi e quelle frasi così crude e nette del patron.

Da oggi, però, contano solo quelle due parole scritte sullo striscione, perché solo una tifoseria unita dall’amore per l’Orso sarà in grado di rappresentare quello che, ormai quasi retoricamente, viene definito il 12^ uomo. Ma ad Alessandria non c’è spazio per la retorica.

In questa strana stagione i Grigi avranno oltremodo bisogno del proprio 12^ uomo sugli spalti, per voltare pagina dopo momenti difficili, per superare le fasi più delicate di un match, per ripartire dopo un passo falso. Lo ha detto chiaramente venerdì mister Rebuffi: “La squadra deve assorbire positività da tutti”.

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Certo, sembra passato un secolo da quella entusiasmante trasferta di Benevento di appena un anno fa, quando l’Alessandria di mister Longo si presentò al tavolo dei grandi della B con una spavalderia e un orgoglio invidiabili.

Quello stesso orgoglio che i tifosi, proprio con quello striscione appeso al Ponte Meier, hanno sempre dimostrato di avere, nonostante tutto, anche prima che il presidente Di Masi chiarisse il futuro della società. Il calore degli affezionati che già nel primo giorno di apertura dei botteghini sono subito corsi a rinnovare l’abbonamento e la carovana di auto e pullman che oggi raggiungerà Imola sono la dimostrazione che, in un certo senso, l’Alessandria Calcio ha già vinto.

Perchè nel calcio si tifa soprattutto per l’orgoglio di esserci, per il nome che c’è davanti alla maglia e non per quelli che vengono stampati dietro. Nel caso dei grigi di quest’anno i nomi non certo altisonanti ma, e lo ha fatto capire venerdì mister Rebuffi, rappresentano ragazzi che non si tireranno mai indietro, pronti a cogliere al volo l’occasione di dimostrare il proprio valore con una delle maglie più prestigiose e cariche di storia del calcio italiano. E, alla fine, è questa la cosa che conta: è grazie a questa qualità che l’affetto tra tifo e squadra si cementa in modo indissolubile.

In bocca al lupo Alessandria e chissà se, tra qualche anno, la parola “Imola” sarà inserita in un altro striscione ispirato a quello che mise i brividi a tutta Italia quella sera di San Siro di sei anni fa, concluso con altre due semplici parole che, anche nel calcio, contano più di tutto: “Da Trino a Torino, da Cerano a Milano, ogni volta soltanto per dirti Ti Amo”.

Un “Amore Antico”, come quello raccontato in un altro striscione, appeso alla palazzina a fianco del Moccagatta il giorno della finale per la B col Padova, che ogni domenica si rinnova e alimenta grazie alla passione di tanti.