Luciano Randazzo

MILANO – “Devil Inside” conquista il Teatro Principe. Nel test match a Milano, Lucio Randazzo ha battuto ai punti il bosniaco Nerdin Fejzovic. Il pugile della Boxe Valenza ha avuto ragione su un avversario agguerrito e mai domo, sullo stesso ring che lo vide indossare per la prima volta la cintura tricolore.

Randazzo imposta il ritmo già a partire dal primo round: entra prima con un sinistro preciso e Fejzovic barcolla vistosamente. Si intravede già dalle prime battute una marcata differenza tecnica tra i due pugili: Randazzo, rapido di gambe, col jab sinistro tiene a bada un Fejzovic potente, ma macchinoso e passivo. La seconda ripresa si chiude nettamente a favore di Lucio Randazzo: Fejzovic incassa due sinistri diretti al fegato, poi Lucio entra ancora tre volte, sempre col gancio sinistro. Subito dopo, ecco una scarica fulminea di colpi contro il bosniaco: sull’ultimo jab subito, che attraversa la guardia alta, Fejzovic pare per un attimo poter cedere, ma riesce a riprendersi, sfruttando il maggior allungo per colpire col forte gancio destro.

Prima del terzo round arriva l’ennesima raffica messa a segno da Lucio. Fejzovic, piuttosto fermo e scoordinato, perde sangue dal naso. Scorrono la terza e la quarta ripresa, ma la sostanza non cambia. Lucio continua a lavorare al corpo l’avversario, con pazienza e concentrazione, mantenendo il centro del ring. Fejzovic mette a segno qualche buon colpo, ma la parentesi viene chiusa presto da Devil Inside, che quasi lo mette ko con un solidissimo montante basso. Fejzovic resiste a denti stretti, ma non riesce a rispondere al fuoco: i giudici, al termine delle sei riprese, assegnano la vittoria a Lucio Randazzo, capace di mettere nei guantoni grinta, qualità, tecnica e velocità.

Fotografie di Walter Zollino

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“Fejzovic è stato avversario ostico” ha raccontato Randazzo ai microfoni di Radio Gold “puntava al colpo risolutore e non era facile entrare nella sua guardia, ma al sesto round, quando l’ho colpito con un diretto alla mandibola, credevo che l’arbitro avrebbe interrotto il match per knock-out. In certe occasioni ho seguito perfettamente le indicazioni del coach, ma in altri aspetti, come la distanza e i passetti in diagonale, ho ancora molto su cui lavorare. In ogni caso, ho dimostrato di essere in grado di poter finire il match prima del limite. Il mio avversario è stato un vero osso duro.”

Il futuro? Spero di poter combattere per un titolo internazionale. Staremo a vedere: sarò il mio manager a decidere. Sento però forza fisica e fiducia in me stesso, non vedo l’ora di potermi misurare su quel palcoscenico”.

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