edoardo_eremin
adv-467

CASALE MONFERRATO – “Il mio infortunio è stato un calvario. Mi sono lesionato il tendine rotuleo e sono due anni che me lo porto dietro. Non lo auguro a nessuno“. Ai microfoni di Radio Gold il tennista acquese Edoardo Eremin si racconta, a pochi giorni dal torneo Itf World Tennis Tour di Casale che lo vedrà tra i protagonisti. “Sono stato fermo 6 mesi, e arrivavo da una situazione in cui non riuscivo a sedermi, a guidare, a dormire. È un dolore che ti prende il cervello. Finalmente ora ne sto uscendo. L’altro giorno ho avuto un problema in partita, ad un Future, e ho perso. Ho sentito un po’ di fastidio al ginocchio, sono andato a farmi controllare e per fortuna va tutto bene. Mi hanno detto che è normale dopo 6 mesi di inattività. A Casale ci sarò” assicura Edoardo.

Talentuoso tennista nato ad Acqui Terme nel 1993, Edoardo raggiunge nel 2016 il suo miglior ranking, arrivando a diventare il numero 292 del mondo, mentre oggi è il numero 461. Inizia a giocare a tennis all’età di 5 anni con il padre Igor, giocatore dell’ex Unione Sovietica. “Ho cominciato con lui al Circolo di Cassine. Attualmente mi alleno a San Marino ed il mio coach è Giorgio Galimberti”.

“Oltre al tennis, mi piace molto l’NBA. Sono fan degli Houston Rockets, li seguo da tanto tempo” spiega Edoardo. “Quando finirò con il tennis, non so ancora bene cosa farò. Potrei diventare allenatore e rimanere nel mondo del tennis, ma mi piacciono anche altri contesti. Sono aperto ad ogni possibilità”.

adv-959

“Il mio punto forte è il servizio, però devo lavorare sulla percentuale di prime palle in campo. Col dritto dovrei fare più male, in campo devo essere io a comandare lo scambio. La psicologia? Fondamentale, ha un’importanza dell’80%. Quando avevo 20 anni, quando perdevo una partita non riuscivo ad accettarlo, ma penso sia normale. Adesso, con un po’ più di maturità, ci ragiono mezz’ora a caldo e poi basta, penso alla partita successiva”.

Il mio idolo indiscusso è Safin. Adesso mi impressiona tantissimo Fognini, penso sia uno dei più talentuosi del Circuito. Quello che mi è piaciuto di più all’apice della sua carriera è stato Wawrinka. Federer? Un quadro. Mi piacerebbe avere il rovescio a due mani di Djokovic”.

adv-374