AGGIORNAMENTO: Dalle 16 alle 19 apertura straordinaria del museo a Palazzo Monferrato, in via San Lorenzo 21 ad Alessandria per l’iniziativa #lebicidiCoppi. Sarà questo il tema portante della giornata mondiale dei selfie ai musei.

In mostra la bicicletta Bianchi del 1949 del collezionista Gianfranco Trevisan e, novità degli ultimi giorni, anche la “Legnano” con la quale il Campionissimo si aggiudicò il record dell’ora nel 1942, al Vigorelli.

ALESSANDRIA – AcdB è un Museo permanente che racconta storie di biciclette. Dalla prima documentata giunta in Italia – ad Alessandria appunto nel 1867 – a quelle che hanno contribuito a fare grande e unica sul Territorio e oltre l’epopea del ciclismo, di cui questa terra piemontese è plurigenitrice. Tutto questo imprescindibilmente anche grazie alle gesta di Campionissimi come Girardengo e Coppi, e come quelle di Gerbi, di Cuniolo, di Malabrocca, di tecnici geniali come Cavanna, di eccezionali artigiani della bici come Maino e di tanti altri campioni e gregari che hanno scritto la storia del ciclismo partita proprio dall’Alessandrino.

Dopo aver raccontato la storia dell’ultima bicicletta di Fausto Coppi, utilizzata al Trofeo Baracchi del 4 novembre 1959, quello disputato in coppia con il campione francese Louison Bobet, di proprietà del figlio Faustino Coppi, arriva al Museo Alessandria Città delle Biciclette di Palazzo del Monferrato una specialissima che rappresenta un pezzo di storia di Fausto Coppi. E fa venire i brividi. La bicicletta che dà il primo ideale cambio, nell’area espositiva dedicata ai campioni al Museo AcdB, è una specialissima Bianchi del 1949 anno magico per Fausto Coppi. Prestata dal collezionista Gianfranco Trevisan.

Ad Alessandria Città dellle Biciclette inizia così una sorta di staffetta di biciclette, nel cuore del Museo AcdB, che inaugura di fatto una rassegna dal titolo anzi dall’ hashtag ufficiale #lebicidiCoppi e che sarà il tema portante del 17 gennaio, in occasione della giornata mondiale dei selfie ai musei (la presentazione aperta anche al pubblico alle ore 18 a Palazzo del Monferrato in sala conferenze). Il museo godrà di un’apertura straordinaria, dalle 16 alle 19, e sarà possibile farsi un autoscatto insieme a qualche visitatore illustre , oppure scegliendo qualche inquadratura speciale.

#lebicidiCoppi si arricchiscono dunque di un emozionante prestito in esposizione al Museo Alessandria Città delle Biciclette di Palazzo del Monferrato. Dice Roberto Livraghi, segretario generale della Camera di Commercio di Alessandria che è titolare del Museo AcdB a Palazzo del Monferrato: «Le bici di Coppi sono storie che trovano la giusta collocazione in questo piccolo museo dedicato alle Biciclette e alla passione per esse, nato per raccontare la storia della prima Bicicletta giunta in Italia nel 1867. Da qui una serie di storie e di avventure che non possono esulare dai Campionissimi e da Fausto Coppi il mito. Questo prestito come quello dell’ultima bici di Fausto ci emoziona in modo particolare e desidero ringraziare Faustino Coppi e Gianfranco Trevisan per la sensibilità e la generosa disponibilità dimostrate al nostro Museo. È comunque affascinante pensare, da adesso in poi, a quanti racconti seguiranno dentro e fuori da questo Museo che rendono eterna la Memoria delle Biciclette».

1949 fu l’anno d’oro di Fausto Coppi. Iniziò vincendo la Milano-Sanremo, si aggiudicò poi il Giro vincendo la famosa tappa Cuneo-Pinerolo, su un tracciato di 254 km con i colli della Maddalena, del Vars, dell’Izoard, del Monginevro e del Sestriere. In quella storica giornata del giugno 1949 il radiocronista Mario Ferretti, nativo di Novi Ligure e amico di Coppi fin dagli anni dell’infanzia, annunciò agli ascoltatori: “Un uomo solo al comando, la sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Fausto Coppi”. La frase di Ferretti fu ripresa il giorno dopo da quasi tutti i giornali: in Italia era nato il Campionissimo. Al Tour de France fu presentata una squadra nazionale imperniata sul Campionissimo, però esordiente in quella gara, e su Gino Bartali, che il Tour aveva già vinto due volte. Superata la crisi provocata da una caduta nel corso della quinta tappa Rouen-St. Malo, Coppi vinse quel Tour con 10’ 55” di vantaggio su Bartali e più di un’ora sul terzo, Marinelli. E in Francia nacque il mito di “Fostó”. La leggendaria bicicletta con cui Coppi partecipò al Tour è la Bianchi qui esposta, che appartiene alla collezione di Gianfranco Trevisan. La bici è stata restaurata completamente, ma conserva ancora i segni di una caduta, forse proprio quella della tappa Rouen-St. Malo.

Gli orari di visita del museo sono i seguenti:

– 3 mattinate a disposizione delle prenotazioni delle scuole (martedì – giovedì e venerdì dalle 9.00 alle 13.00);

– nel week end:

venerdì: dalle 16 alle 19;

sabato e domenica: dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.