ALESSANDRIA – “L’altra musica” è una rassegna di di concerti per scoprire la musica proveniente da tutto il mondo. Il quarto incontro in programma martedì 17 aprile al Conservatorio Vivaldi di Alessandria alle 17 si intitola “Musica indostana”. Un’occasione per avvicinare il millenario e raffinatissimo repertorio della musica classica dell’India settentrionale con Sougata Roy Chowdhury, al sarod e Federico Sanesi, tabla. Attraverso le esecuzioni dei rinomati interpreti di due tra gli strumenti più tipici di quella tradizione, il pubblico sarà avvicinato all’universo dei raga e dei tala, così come al concetto di rasa e ai principi che regolano una pratica musicale da sempre basata sulla improvvisazione.

Sougata Roy Chowdhury è considerato un talentuoso suonatore di sarod della sua generazione. Nato in una famiglia di artisti bengalesi, Sougata è cresciuto a Shantiniketan. Suo padre, il prof. Sarbari Roy Chowdhury è un eminente scultore e anche un grande esperto di musica, con una delle più preziose collezioni di musica classica indiana del giorno d’oggi. La madre di Sougata, Smt. Ajanta Roy Chowdhury, è una cantante classica indiana dell’Agra Gharana (scuola). Sougataha iniziato a studiare il sarod a dieci anni con Ustad Dyanesh Khan, figlio del grande maestro di Sarod Ustad Ali Akbar Khan. Il suo Guru (insegnante) gli ha insegnato la tecnica del sarod e composizioni in differenti Rag, per circa nove anni, fino alla sua morte improvvisa all’età di quarantacinque anni. In seguito, Sougata ha continuato per qualche tempo il suo apprendimento con il fratello maggiore di Dhyanesh, Ustad Aashish Khan. Negli ulyimi diciassette anni Sougata ha studiato con Pandit Santosh Banerjee, uno stimato suonatore di sitar e surbahar che vive a Kolkata ed è uno dei principali allievi di Ustad Md. Dabir Khan, l’ultimo discendente della famiglia Miyan Tansen. Pandit Santosh Banerjee lo ha sottoposto a un rigoroso esercizio in vari raga e nella raffinata estetica della musica classica indiana, ciò che ha permesso a Sougata di diventare il maturo musicista odierno.

Federico Sanesi. Musicista eclettico e versatile, capace di integrare diverse culture, linguaggi musicali e scenici in un insieme coerente ed originale. Improvvisatore consapevole, dialoga costruendo una narrazione del ritmo poetica e incisiva. Musica, danza, poesia, linguaggi visivi sono parte integrante del lavoro di Sanesi, svolto con un approccio multiculturale e multilinguistico innovativo. Si nutre di numerose esperienze artistiche con suo padre Roberto Sanesi, poeta e artista. Inizia a suonare percussioni in giovanissima età, in seguito studia con i Maestri Italo Savoia, Enrico Lucchini e con David Searcy. Dal 1980 viaggia in India, dove intraprende lo studio del Tabla con il Maestro Pt.Sankha Chatterjee tra Venezia, Calcutta e Berlino. Lʼapporto stilistico di Sanesi è presente in tutte le sue collaborazioni, tra cui si segnalano quelle con alcuni dei massimi esponenti della musica indiana, quali Hariprasad Chaurasia, Ustad Sujaat Khan, Ritwik Sanyal, Pradeep Kumar Barot, Stephen James, Amelia Cuni, Supriyo Dutta e molti altri. Ha collaborato inoltre con molti artisti del panorama jazz italiano ed internazionale a 360 gradi: Dino Saluzzi, John Taylor, Paolo Fresu, Antonello Salis, Mariapia De Vito, Paolino Dalla Porta, Furio di castri, Rohan de Saram, Muna Amari, Mauro Montalbetti, Xenia Quartet, Divertimento Ensemble, Francis Silkstone, Han Bennink, Daniel Humair, Karol Binder, Szabolcs Szőke, Riccardo Luppi, Fernando Grillo, Lucio Garau, Vincenzo Zitello, Fabrizio De André, Mario Martone, Franco Battiato, Ivano Fossati, Timoria, Dissoi Logoi, E. Favata & Jana, Saba Anglano, Riccardo Tesi, Sainko Namchylak, Yungchen Lhamo, Mario Arcari, Nguien Lee, Dhafer Youssef, Antonio Zambrini, Patrizio Fariselli; innumerevoli le collaborazioni discografiche. Nel 2012 riceve una prestigiosa nomination ai Global Indian Music Awards per il disco “Dil”, inciso con il sitarista: Ustad Sujat Khan. Dal 2001 è docente di Tābla presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza; ha inoltre collaborato con i Conservatori di Brescia, Alessandria, Cagliari, Milano, Padova e Parma e con ESMUC (Barcelona).

«Ho sempre pensato che integrare sia meglio che escludere, provo sempre un profondo piacere: un arricchimento culturale ed interiore nel confrontarmi con le differenze, e non provo nessuna contraddizione nel contenerle ed amarle entrambe molteplici, perchè di esse mi sento costituito».
Federico Sanesi

L’entrata ai concerti è libera. Ogni contributo finanziario sarà gradito e permetterà l’attribuzione di borse di studio agli allievi più meritevoli.