BOSIO – Domenica 12 agosto l’Ecomuseo di cascina Moglioni propone l’XI edizione del Marcarolo Film Festival, manifestazione di cinema nella natura dedicata a tematiche ambientali e socio- antropologiche.  Il festival è nato nel 2008 con la consapevolezza che l’audiovisivo oggi rappresenta uno dei principali strumenti per diffondere la conoscenza dei territori e delle diverse culture e per stimolare una riflessione sulle problematiche ambientali e sulle responsabilità individuali.

Alle 15.00 verrà presentato il docufilm “Bruno Caccia, una storia ancora da scrivere” di Elena Ciccarello, Davide Pecorelli e Christian Nasi. Intervengono : Chistian Nasi (co-autore), Paola Sultana (coordinatrice LIBERA provincia di Alessandria) Rosangela Conti (presidio LIBERA “Domenico Petruzzelli” di Novi Ligure). Un viaggio per ricostruire la storia di Bruno Caccia, Procuratore Capo di Torino, ucciso il 26 giugno del 1983. Dopo trent’anni dall’omicidio esiste un unico colpevole: Domenico Belfiore, ritenuto dalla Giustizia il mandante dell’assassinio. Partendo dalla richiesta dei figli, che dopo 30 anni chiedono che sia fatta chiarezza attorno all’esecuzione del padre, il documentario ricostruisce, attraverso la voce dei protagonisti di quegli anni, il contesto di Torino, le inchieste più scomode condotte da Bruno Caccia e gli scenari inediti e inesplorati che evidenziano altri interessi dietro l’eliminazione del magistrato, oltre a quelli di Domenico Belfiore e della ‘ndrangheta. Il documentario (autori Elena Ciccarello e Davide Pecorelli; regia e montaggio di Christian Nasi) è prodotto da Libera Piemonte e Acmo.

Alle 17.30 toccherà invece alla presentazione del docufilm “Paolo Rumiz – Ritorno sui monti naviganti” di Alessandro Scillitani. A dieci anni dal successo del suo primo viaggio in Appennino e dal libro che ha contribuito alla riscoperta del camminare e del vivere con lentezza,  Paolo Rumiz ritorna su quelle montagne. Intervengono : Alessandro Scillitani (autore) e Elisa Brivio (Ufficio Stampa di Paolo Rumiz). Nel 2006, a bordo di una Topolino, Paolo Rumiz percorse gli Appennini e da quel viaggio scrisse il libro La leggenda dei monti naviganti. Dieci anni dopo torna su quelle montagne in grande cambiamento, in bilico tra terremoti e dissesti geologici, per osservarne la vita e la rinascita. È un viaggio fatto di incontri che parlano di resistenza e di energie positive. È un viaggio alla ricerca delle piccole grandi vite di chi, con la semplicità, il contatto con la natura e con la terra, le idee e la voglia di immaginare e costruire un mondo diverso e migliore, rappresenta la speranza e il futuro della spina dorsale del Paese. È un viaggio nei luoghi dell’Italia “minore”, compiuto con passo lento e a velocità sostenibile.