Autore Redazione
mercoledì
1 Giugno 2016
11:09
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Eventi - Italia

Quante belle parole per gli Yo Yo Mundi. Ivano Fossati esalta “Evidenti tracce di felicità”

Quante belle parole per gli Yo Yo Mundi. Ivano Fossati esalta “Evidenti tracce di felicità”

PROVINCIA ALESSANDRIA – Dire che un cantante “sa leggere la luce” e che un gruppo abbia “imparato bene l’eterna storia delle nostre piccole speranze” è qualcosa di grande. Ma sentirselo dire da Ivano Fossati rende ancora più “evidenti le tracce di felicità“. Gli apprezzamenti sono indirizzati a Paolo Archetti Maestri e agli Yo Yo Mundi, autori di un album che ha incantato il cantautore genovese. In una mail ha riservato una ventina di righe sontuose al gruppo acquese. “È una gran cosa per noi aver letto le parole di Ivano Fossati – ha spiegato Paolo Archetti Maestri. Sono arrivate in un periodo di belle recensioni. Le sue parole sono quelle di un amico e di un artista che abbiamo stimato e stimeremo per sempre. Ci ha regalato carezze magnifiche con le sue canzoni e questa volta ce le ha regalate così, con questa recensione”.

Fossati ha esaltato la capacità degli Yo Yo Mundi di scovare la felicità, un sentimento che il gruppo “si è andato un po’ a cercare. Perché – ha raccontato Paolo Archetti Maestri – in questi momenti di crisi, di orrori, di confusione di coscienze, non solo politiche, abbiamo voluto andare controcorrente e raccontare che la felicità esiste ancora. Noi l’abbiamo trovata nelle parole e nei riscontri di chi ha sentito queste 12 canzoni. Sono arrivate da amici, fan ma anche da persone che avevano pregiudizi nei nostri confronti. Per questo io dico prima di tutto a me stesso di smettere di avere pregiudizi e di infilare il naso nelle cose. Non facciamoci dire da qualcuno cosa è buono e cosa non lo è. Senza pregiudizi e più curiosi saremmo senz’altro più felici.
Forse la felicità è il modo più moderno per essere rivoluzionari: “non voglio fare l’elogio delle piccole cose ma la verità è che diamo troppe cose per scontate, passiamo troppo tempo dentro schermi luminosi e non cerchiamo altri occhi, altre mani, altri confronti. In questo momento storico dove tutti noi crediamo di poter fare rivoluzioni su internet ci facciamo insegnare dai francesi come dire ‘no’ al potere che non ci piace. Noi invece non facciamo assolutamente nulla o poco. Per questo qui colgo anche l’occasione per invitare alla manifestazione dell’11 giugno in difesa dell’acqua. Noi ci saremo. In questo momento cercare di essere felici e cercare piccole cose nuove, accontentarsi di quello che si ha, è un modo per andare controcorrente“.

L’album “Evidenti tracce di felicità” sta andando bene ed è stata ristampata la prima edizione. Il 3 giugno uscirà il nuovo video della canzone “Chiedilo alle nuvole”. “Speriamo ci sia un rilancio ancora e che l’album continui a viaggiare bene. Comunque l’importante è dedicare più tempo a noi stessi, alle cose belle, all’ascolto di cose belle, la fretta non serve a nulla“.

Allora non fatevi prendere dalla fretta e utilizzate i prossimi 2 minuti per leggere le belle parole di Ivano Fossati:

Autentici narratori delle pianure, suonatori e viaggiatori instancabili. Se non fosse che sono gli Yo Yo Mundi a raccontarci le storie verrebbe da pensare che loro stessi sono una storia che andrebbe raccontata. Tenacia, amicizia, passione, distanze e sogni. Una storia così.
Le parole di Paolo Archetti Maestri, uno che “sa leggere la luce”, sono attentamente in equilibrio fra la chiarezza del raccontare e una vena poetica lucida, ma anche visionaria, senza tentazioni di canzone in forma di slogan; mentre la musica degli Yoyo sembra essere (come le parole) delicatamente innamorata del passato, ma accorta, affacciata sul suono e sul battito del presente. E questo al primo ascolto del loro nuovo album di canzoni, così tanto per cominciare.
“Chiedilo alle nuvole come sarà domani”: nessuna domanda può essere più inverosimile e insieme più sensata, tanto che Pasolini la fa porre a Totò dal fondo di una discarica con gli occhi rivolti al cielo. In questa musica il domani c’è, è il presente che manca, col suo ordinario carico di mediocrità. Come dargli torto, gli Yoyo cantano un’Italia prima che perdesse memoria e identità, scivolando senza accorgersene fuori dalla storia. Eppure in trasparenza, nell’intreccio di suoni e parole, lasciano scorgere paesaggi di un futuro (speriamo che non rimanga solo immaginato) dove i sogni, gli orizzonti e perfino la delicatezza delle parole potrebbero essere ancora possibili.
In fondo quando la luce del mondo si risveglia siamo tutti un’altra volta pronti a credere, a sperare e a ripartire. Come fanno e hanno sempre fatto gli Yo Yo Mundi, che dopo tanti chilometri, tanta musica e infinite colline e pianure, sembrano avere imparato bene l’eterna storia delle nostre piccole speranze.

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