ALESSANDRIA – Se oggi entrate nel centro commerciale Pacto di Alessandria sentirete il quasi totale silenzio o l’eco delle vostre parole se vi aggirate all’interno accompagnati. Il primo luglio ha chiuso anche il fruttivendolo, andato in pensione il 30 giugno, di fatto togliendo un altro tassello a quel luogo che, negli anni ’80, era un esempio, il primo vero centro commerciale cittadino. Dopo i fasti iniziali la Pacto ha conosciuto alterne fortune e poi, progressivamente e rapidamente è sopraggiunto il declino che oggi lo ha tramutato in un enorme guscio vuoto. Vane le promesse e i progetti che avrebbero voluto far tornare utili quegli spazi, l’ultimo dei quali ipotizzava un mercato gastronomico sull’esempio di Genova, Bologna o delle grandi città europee. Per mettere in piedi quel disegno ambizioso erano anche iniziati i lavori e invece le idee sono rimaste solo idee.

Inutile pensare che le cose siano eterne, perché non lo sono mai, ma di sicuro è un peccato assistere a una struttura così grande, per giunta collocata davanti all’ospedale cittadino, costeggiata da popolosi quartieri, senza più alcuna voce in capitolo. La testimonianza arriva da diversi lettori che spesso invocano interventi per un recupero reale e la collocazione di servizi necessari a chi frequenta il quartiere. Entro fine agosto, inoltre, ci sarà un altro spazio vuoto. La tabaccheria infatti, si trasferirà all’interno del vicino bar tavola calda, dopo che gli storici titolari hanno deciso di passare la mano, cedendo la gestione proprio al proprietario dello stesso bar.

Le uniche novità, per ora, però sono solo quelle legate a partenze e chiusure con la sola prospettiva di affacciarsi davanti a un parcheggio per auto che serve solo a chi deve raggiungere l’ospedale o l’Infantile. Peccato.

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