ASTI – Il Politecnico di Torino e la Cassa di Risparmio di Asti hanno deciso di fare squadra per accorciare le distanze tra le piccole e medie imprese astigiane e l’Europa. A fine febbraio è stata infatti siglata una convenzione, la prima in Italia di questo tipo, che metterà in rete competenze e conoscenze dell’istituto di credito e del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione per aiutare le imprese astigiane a partecipare ai bandi europei e fare “innovazione”.

In Europa, ha spiegato il professor Agostino Villa ordinario di Tecnologie e Sistemi di Produzione del Politecnico di Torino, più del 90% delle imprese sono piccole o medio piccole e in queste realtà lavora circa il 60% dei cittadini europei occupati. Le grandi imprese, quindi, sono poche ma fanno man bassa di fondi europei. Le piccole e piccolissime realtà, anche se numericamente superiori, nella maggior parte dei casi “restano alla finestra a guardare”, perché pietrificate dai complicati bandi e dall’erronea convinzione di doverli affrontare da soli. Continua dopo il banner

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Per accedere ai fondi europei la parola d’ordine però è “fare squadra” o più tecnicamente entrare in un “consorzio”. E proprio qui entrano in gioco la Cassa di Risparmio di Asti e il Politecnico. La banca, infatti, conosce a fondo tutte le aziende e sa cosa sono in grado di fare. Per il Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione i bandi europei sono invece “pane quotidiano”. Chi vuole innovare calamitando fondi europei potrà quindi avere il supporto degli esperti del Politecnico che arriveranno da loro grazie al tramite della Cassa di Risparmio di Asti.

Un mese fa – ha raccontato il professor Villa – alcuni amici tedeschi mi hanno sottoposto un progetto per sviluppare attrezzature in grado di migliorare la mobilità di persone anziane o affette da disabilità. Mi hanno chiesto di partecipare e, soprattutto, di coinvolgere qualche piccola impresa. Io non conoscevo ovviamente tutte le ditte e così, rivolgendomi alla banca, ho saputo di due piccole imprese, una di software e una carrozzeria che erano proprio i giusti profili per completare questo progetto da sottoporre all’Europa. Le abbiamo contattate, le abbiamo messe “in rete” e dal giorno dopo come Politecnico le abbiamo affiancate per preparare la loro parte di progetto”.

Oggi è ovviamente troppo presto per sapere se questo “consorzio” riuscirà a ottenere i fondi sperati ma questa per il docente di Tecnologie e Sistemi di Produzione è la strada da seguire. “I bandi sono tantissimi e c’è un ampio spettro di cose da fare ma questo non deve spaventare. Chi entra in un consorzio non deve fare tutto ma partecipare. E con i bandi europei, o anche nazionali, c’è solo da guadagnare a partecipare. Certo, bisogna mettere in conto un investimento per preparare la proposta ma la convenzione tra il Politecnico di Torino e la Cassa di Risparmio di Asti si propone proprio di dare questo aiuto”.

L’Europa, oltretutto, ha anche un occhio di riguardo per i consorzi formati da piccole e medie imprese, quindi perché non tentare? “Ormai l’innovazione non passa più da singole imprese, specie se piccole, ma da progetti europei. Questa convenzione è la prima del suo genere perché non si è creata una società di consulenza come tante altre. In questo caso lavorano insieme un ente pubblico,  il Politecnico, e uno privato, la Cassa di Risparmio di Asti. Per noi l’obiettivo è la ricerca avanzata applicata e i bandi europei ci permettono di farla ma da questa convenzione anche la banca, che è un ente profit, raggiunge il suo scopo. Se un territorio non cresce, perché non riesce ad innovare, non genera profitto, ovviamente neppure per una banca”.

Già al lavoro per accorciare le distanze tra le imprese astigiane e l’Europa, gli esperti del Politecnico di Torino stanno per mettersi al lavoro anche per rendere più competitive in Europa anche le piccole e medie imprese di Biella e Vercelli. Anche Biverbanca, ha anticipato il professor Villa, sta infatti per siglare una convenzione come quella sottoscritta dalla Cassa di Risparmio di Asti. E nell’alessandrino?Io vivo a Villa del Foro – ha concluso l’ordinario di Tecnologie e Sistemi di Produzione – È vero che nessun profeta è gradito in patria ma devo dire che sarebbe bello estendere questo progetto anche ad istituti di credito alessandrini e, in generale, a tutto il resto del Piemonte”.