Il folksinger preferito dal Boss accompagnato da una band d’eccezione. Esistono vite maledette e vite maledettamente vere. I sessantasei anni di Alejandro Escovedo appartengono a entrambe le categorie, ma si portano dietro un’altra sublime maledizione eterna, quella di scrivere canzoni folgoranti. Il songwriter texano, figlio di migranti messicani, torna in Italia dopo 6 anni con un nuovo album che rivisita con sangue, classe e passione le sue avventure rock e lo fa insieme ad una delle più vivide realtà della musica italiana, i Sacri Cuori, nel nuovo progetto che il band-leader Antonio Gramentieri sembra aver studiato apposta per onorare al meglio Escovedo, i Don Antonio. Folk-rock, blues, psichedelia e suoni vintage oggi possono interpretare a meraviglia uno dei personaggi più influenti e amati negli States dagli addetti ai lavori e dai colleghi.