ALESSANDRIA – Come è nata la candidatura di Gianfranco Cuttica di Revigliasco? Lo hanno spiegato le segreterie regionali e provinciali attraverso i due punti di riferimento, Gilberto Pichetto e Ugo Cavallera. Il loro intervento ha chiarito il percorso che ha portato alla scelta dell’attuale candidato del centrodestra, nella speranza di compattare le forze e soffocare i ‘mal di pancia‘ all’interno della coalizione.

In particolare, hanno spiegato i due azzurri “la convergenza sulla candidatura del professor Gianfranco Cuttica di Revigliasco a Sindaco di Alessandria è stata decisa con convinzione ritenendolo soggetto idoneo a condurre la coalizione al successo elettorale. A lui confermiamo il sostegno convinto e l’impegno del nostro partito, dei propri militanti e dei propri candidati a Consigliere comunale”. Continua dopo il banner

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Anche la tempistica con cui è stato insignito Cuttica di Revigliasco ha una spiegazione, hanno aggiunto Pichetto e Cavallera: “Solo ultimamente le elezioni amministrative vengono indicate a giugno e non ad aprile/maggio come ci si aspettava. Pertanto era necessario all’inizio dell’anno definire alleanze e candidature avendo il tempo sufficiente per partecipare adeguatamente alla campagna elettorale. Di conseguenza non vi è stata alcuna fretta di assumere la decisione sul candidato Sindaco così come avvenuto anche in altre città piemontesi.”

Non si fa mistero del tentativo di coinvolgimento di Antonio Maconi, “persona stimata ed autorevole” che però ha declinato l’offerta visto che Forza Italia “ha dovuto registrare la sua indisponibilità alla luce delle condizioni esistenti. Di conseguenza perdurando la volontà nostra, della Lega Nord e di Fratelli d’Italia a trovare una comune candidatura a Sindaco si è lavorato dapprima a livello alessandrino“. In questa maniera “sono stati indicati validi nominativi da parte di queste forze politiche. La difficoltà a scegliere il candidato comune in sede locale ha determinato lo spostamento della trattativa in sede regionale trattandosi anche di un Capoluogo di provincia.”

L’intervento degli organi regionali, cui spettano “le decisioni su candidature, liste e linee programmatiche nei capoluoghi” tuttavia non avrebbe sminuito “l’intesa stessa tra forze politiche che vogliono rilanciare lo “sviluppo” di Alessandria senza dimenticare che nei prossimi mesi sono previste le elezioni politiche nazionali e successivamente quelle regionali. Riteniamo che l’aver consolidato la strada delle intese nell’area del centro-destra possa essere un’utile indicazione a tutti i livelli e che costituisca anche la necessaria premessa per allargare l’alleanza alle altre forze politiche del campo liberal-democratico ed ai movimenti civici presenti nella Città”.

L’invito finale è quindi un appello-monito che invita tutti coloro che “hanno partecipato al rinnovo del Consiglio Provinciale e hanno avviato il confronto in vista delle elezioni del Comune di Alessandria” a evitare fughe o strappi. L’esortazione riguarda in particolare Giovanni Barosini ed Emanuele Locci: “La divergenza circa il ricorso alle “primarie” per la scelta del candidato Sindaco non deve costituire un ostacolo insormontabile anche perché nel centro-destra le “primarie” potranno essere attuate previa definizione di regole valide a livello generale circa i partecipanti alle votazioni e le modalità di espressione del voto. Di conseguenza si rinnova l’appello ai Consiglieri Gianni Barosini ed Emanuele Locci affinché vogliano aggiungere il loro impegno nell’alleanza di centro-destra per concorrere tutti insieme al rinnovamento dell’Amministrazione della Città di Alessandria“.