RADIO GOLD – Per l’appuntamento di Noir Is Rock, martedi 22 novembre alle 20.35, l’ospite sarà Claudio Paglieri. Il 18 ottobre è uscito in libreria il suo nuovo giallo, “Delitto e rovescio” (Piemme). E’ il sesto episodio che ha per protagonista il commissario Marco Luciani e questa volta è ambientato a Barcellona, nel mondo del tennis. Tornano personaggi come il piccolo Alessandro, Alice, Sofia. E ci sono naturalmente tanti personaggi nuovi da scoprire.

Ecco la biografia dello scrittore genovese.

Sono nato a Genova il 26 settembre 1965. Sono una Bilancia perfetta, nel senso che ho tutte le caratteristiche del segno. E sono un ligure totale, nel senso che ho tutti i pregi e i difetti tipici dei liguri. Vengo da una famiglia di maestri e professori, gente con un forte senso del dovere e qualche sogno nel cassetto: mio bisnonno Filippo progettava razzi per andare sulla luna, mio nonno Vittorio faceva il pugile. Mio nonno Gaetano viaggiava e collezionava qualunque cosa. I miei genitori sono stati entrambi, a lungo, archeologi.

Ho cominciato ad appassionarmi al giornalismo a 16 anni: seguivo la pallacanestro femminile per una radio. Poi ho fatto l’usciere, il parcheggiatore, il distributore di volantini pubblicitari, il venditore porta a porta di calendari genovesi, il copywriter. Ma non mi serviva per mangiare, solo per pagarmi le vacanze mentre studiavo, quindi è stato tutto molto divertente. Ho sempre cercato di avere più Paesi del mondo visitati che anni di vita, e fino ai 37 ci sono riuscito. Ora sono sotto di tre. Il posto più bello che ho visitato è Fraser Island, in Australia, il più brutto la Romania di Ceausescu (ma anche la Costa Brava non scherza).

Sono stato assunto come giornalista al “Secolo XIX” di Genova nel 1990 e lavoro ancora lì, alle pagine di Interni, Esteri e Politica.

Nel 1989 ho pubblicato i miei primi due libri, oscillando tra il puro delirio (“Magica Samp”) e lo studio serio e documentato (una biografia di Agostino Pareto, sindaco genovese di età napoleonica). Dopo diciotto anni e nove libri, continuo a inserire elementi ironici nei libri “seri”, e amare verità in quelli umoristici”.