Autore Redazione
lunedì
2 Luglio 2018
13:17
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Eventi - Piemonte

Dedicato a Luciano Nattino il finale di Asti Teatro 40

Recensione di “Il mondo dei vinti” tratto dal libro di Nuto Revelli, scritto da Nattino per Il Teatro degli Acerbi e Faber Teater
Dedicato a Luciano Nattino il finale di Asti Teatro 40

ASTI – La quarantesima edizione di Asti Teatro ha goduto di un successo di pubblico eccezionale. 10.000 spettatori in 11 giorni, molti sold out, spettatori che si sono spostati nelle varie sere da una sede all’altra per seguire più appuntamenti e un’atmosfera di festa e di perfetta organizzazione sono i dati più evidenti del festival, insieme ad una qualità artistica che ne ha fatto una realtà prestigiosa e longeva. Tra gli spettacoli che hanno registrato il tutto esaurito quelli con protagonisti d’eccellenza, da  Eugenio Allegri a Danio Manfredini, passando per Emma Dante, Roberto Latini, Gianfranco Berardi, Paolo Rossi, Vetrano e Randisi, Umberto Orsini e l’Orchestra di Piazza Vittorio, solo per citarne alcuni. Molto apprezzati anche i debutti nazionali “Schiaparelli life” con Nunzia Antonino, “L’uomo sottile” con Massimo Reale, “Gli sposi” di Frosini/Timpano ed “Eracle odiatore” con Michele Maccagno.

La chiusura, domenica 1 luglio, ha voluto festeggiare i 40 anni di Asti Teatro, con la riproposta di un debutto della sua trentunesima edizione,  e rendere un omaggio al compianto Luciano Nattino, “un pezzo  della cultura e del teatro della città”, ha ricordato il direttore artistico Emiliano Bronzino, che ha anche annunciato la creazione, per la prossima edizione del festival, di un premio alla drammaturgia a lui intestato.

Alla Cascina del Racconto Il Teatro degli Acerbi e Faber Teater hanno presentato “Il mondo dei vinti”, tratto dal libro di Nuto Revelli, scritto da Nattino e da lui diretto con  Aldo Pasquero (anche in veste di narratore) e Giuseppe Morrone. Lo spettacolo è un manifesto della poetica di Nattino, che ha visto nell’opera di Revelli la memoria di un mondo contadino da preservare, la storia fatta di tante testimonianze attraversate dalle grandi vicende del secolo scorso e la ricchezza di un sapere fatto di tradizioni. Tra il pubblico anche il dottor Marco Revelli, figlio dello scrittore, che ha onorato con la sua presenza e un suo intervento finale la resa drammaturgica del testo.

Asti Teatro serata finale – foto di Franco Rabino

Undici attori-cantori e un narratore dipingono un affresco corale che parte dai primi del ‘900 con le migrazioni oltreoceano, arriva alla grande guerra e al secondo conflitto. La fase successiva della ricostruzione e del progresso vede lo spopolamento delle campagne, l’abbrutimento e la mancanza di diritti del lavoro in fabbrica o in miniera, l’inizio della rimozione delle tradizioni, che pure, nel pensiero sia di Revelli che di Nattino, sono radice innata.

Tutto inizia nella sera della veglia di Ognissanti, una notte dedicata alle anime dei defunti che ritornano, alle storie da raccontare e ai ricordi che affiorano dalla nebbia. Tra questi, le partenze per l’Argentina, il dramma della prima guerra mondiale, le mutilazioni autoinflitte per evitare il fronte e poi la seconda guerra, con l’agonia per gli alpini del cuneese della campagna di Russia, dalla quale i pochi che tornarono rimasero segnati per sempre. Dalla veglia emergono man mano sia quadri corali di storie singole che si incastrano a comporre un insieme, sia affreschi compatti di vita comunitaria. Così i singoli drammi su un molo, al quale è attraccato un piroscafo in partenza per l’America, sono un’unica tragedia collettiva, mentre la coesione nell’ascoltare o interpretare una storia popolare provenzale è momento sociale vissuto all’unisono.

Il lavoro registico cuce le testimonianze raccolte da Revelli, le intreccia alla magia delle favole popolari, della paura e della reverenza verso le masche, gli spiriti dei boschi, ai canti della tradizione, alla musica della fisarmonica e della chitarra. Il risultato è a tratti sognante, eppure reale, sempre animato da una vita interiore che i protagonisti Aldo Pasquero, Dario Cirelli, Elena Romano, Fabio Fassio, Francesco Micca, Lodovico Bordignon, Lucia Giordano, Marco Andorno, Massimo Barbero, Paola Bordignon, Patrizia Camatel e Sebastiano Amadio sanno infondere ad ogni situazione che si fonde con le precedenti. Tutti cambiano innumerevoli  ruoli, sono padri, madri, giovani; i momenti storici si succedono, rimangono l’attualità di ciò che succede e un tessuto di fatti, storie, voci e movimenti d’insieme che convince e fa di “Il mondo dei vinti” una grande e intensa prova corale.

Questa sera, lunedì 2 luglio, l’ultimo spettacolo del cartellone Asti Teatro per la Città, dedicato alle proposte del territorio, anch’esso tratto dall’opera di Nuto  Revelli: alle 22 presso la Cascina del Racconto, le voci di quei piemontesi che scelsero l’America del nord come meta di un futuro migliore in “Vad’n Merica”,  con Franco Testore  voce narrante, Beppe Semeraro all’armonica, Mauro Musicco alla chitarra e voce.

E’ possibile acquistare i biglietti presso la Cascina del Racconto dalle ore 21.  Per maggiori informazioni: www.astiteatro.it/evento/vadn-merica/

AstiTeatro40 è organizzato dal Comune di Asti e rientra nel progetto PATRIC, con maggiore sostenitore la Compagnia di San Paolo nell’ambito dell’edizione 2018 del bando Performing Arts, e ha il contributo di: Regione Piemonte, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Fondazione CRT e MIBACT

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