Autore Redazione
giovedì
27 Febbraio 2025
05:54
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Politica - Alessandria

Deposito Nucleare, presidente della Provincia: “Cambiati i perimetri delle nostre aree, serve più trasparenza”

Deposito Nucleare, presidente della Provincia: “Cambiati i perimetri delle nostre aree, serve più trasparenza”

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – “Servirebbe più trasparenza”. Queste le parole del presidente della Provincia di Alessandria, Luigi Benzi, dopo il tavolo di confronto avvenuto mercoledì in Regione Piemonte dedicato al progetto del futuro deposito nucleare. Presenti i rappresentanti di Sogin, la società di Stato incaricata della gestione dei rifiuti radioattivi, e gli enti del territorio. Le cinque aree piemontesi (su un totale di 51 in Italia) inserite nella Carta Nazionale delle Aree Idonee si trovano tutte in provincia di Alessandria: la AL-1 tra Bosco Marengo e Novi Ligure, la AL-3 tra Alessandria e Oviglio, la AL-8 tra Alessandria e Quargnento, la AL-13 fra Castelnuovo Bormida e Sezzadio e la AL-14 tra Fubine Monferrato e Quargnento.

“Non avrebbero neanche dovuto far parte della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee” ha rimarcato Luigi Benzi “per ora Sogin ha ignorato le nostre mille pagine di controdeduzioni, sostenendo che nel merito dovrà ancora effettuare degli approfondimenti. Inoltre abbiamo avuto conferma che sono stati modificati i perimetri delle aree, certamente la AL-8, quella tra Alessandria e Quargnento. Sogin ha comunque affermato di aver inviato la proposta della Carta Nazionale delle Aree Idonee con le nuove aree al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica”.

Sui tempi della scelta definitiva del luogo la società non ha fornito particolari ma, dalle considerazioni emerse, è molto probabile che il deposito non sorgerà entro il 2029, come inizialmente previsto.

“Nel mio intervento” ha aggiunto il presidente Benzi, arrivato a Torino insieme anche ai rappresentanti dei Comuni di Alessandria e Castelnuovo Bormida “ho chiesto che vengano rispettati i criteri di esclusione di quelle zone caratterizzate da una falda idrica affiorante o che, comunque, possano interferire con le strutture di fondazione del deposito. In questo caso tutte e cinque le nostre aree non farebbero più parte della lista dei territori potenzialmente adatti al progetto. Vogliamo anche conoscere i nuovi perimetri delle nostre aree, anche in previsione della prossima fase della Valutazione Ambientale Strategica sul “rapporto ambientale” rispetto alla quale noi chiederemo che si rispettino i parametri massimi di tutela. Ieri, inoltre, sono state proiettate immagini di un parco tecnologico futuristico immerso nella natura, uno scenario ben distante dalla realtà e dal progetto preliminare fruibile da parte di tuti i portatori di interesse sul sito”. Benzi, infine, ha ringraziato l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati per aver ribadito il no della Regione Piemonte all’eventuale insediamento del deposito nel territorio piemontese.

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