29 Novembre 2025
14:00
La cappella di San Bernardo a Piozzo e il Miracolo dell’impiccato – Piemonte da Scoprire
PIOZZO – Penso che sia capitato a ogni viaggiatore e ad ogni appassionato d’arte, di percorrere molti chilometri attirato da notizie fugaci su un luogo o un monumento; poi, una volta giunti sul posto, di sentire una doccia gelata lungo la schiena, una volta resosi conto che il viaggio non ne valeva assolutamente la pena. A me è successo a Piozzo, in provincia di Cuneo, dove sono andato a visitare la Cappella di San Bernardo, della fine del Trecento. PIOZZO Una volta giunto davanti ad essa non potevo credere ai miei occhi. Minuscola, circondata da un muretto in mezzo alle case della periferia di un piccolo paese. Saliti con cautela i gradini pieni di neve, mi sono trovato davanti alla facciata, poi ho aperto il portone e sono entrato. Una volta all’interno, mi sono seduto, rilassato, e ho aperto i sensi. Poco alla volta lo scenario è cambiato, forse per le pareti in muratura grezza, per i dipinti o ancora per il bastone da pellegrino appoggiato all’altare. In un attimo, mi sono ritrovato indietro di 600 anni, alla fine del Medioevo. Solo il freddo, molto forte all’interno della piccola chiesa, mi teneva ancorato alla realtà di un inverno gelido del XXI secolo. PIOZZO La cappella fu eretta per ringraziare i santi che proteggevano i viandanti dai pericoli a cui potevano incorrere nel loro cammino: Piozzo si trovava infatti sull’antica via del pellegrinaggio verso Santiago de Compostela, e la chiesa fu dedicata a San Bernardo d’Aosta, il costruttore del rifugio del Gran San Bernardo. La piccola cappella, con una pianta quadrata e un’abside rotonda, fu probabilmente edificata a cavallo tra Tre e Quattrocento sul basamento di un’antica torre di guardia dell’anno Mille. È di stile romanico, con forme architettoniche molto semplici, presbiterio e abside leggermente rialzati e tetto a capriate; i muri sono di pietra irregolare nella parte inferiore, a laterizio a vista in quella superiore. La parte dell’edificio che lascia a bocca aperta è uno straordinario ciclo di affreschi posto nell’abside, datato 01 settembre 1451 e firmato da Frater Henricus, un domenicano colto e raffinato che aveva probabilmente un passato da miniatore. PIOZZO Nella volta è ritratto un Cristo Pantocratore con ai lati i simboli degli Evangelisti, molto suggestivi. Sulla parete absidale sono riconoscibili Santa Caterina da Siena adorante il Cristo che esce dal sepolcro, San Lorenzo con la graticola in mano, San Pietro con il libro e le chiavi, San Bernardo con il diavolo alla catena. Poi la Vergine in trono col Bambino, San Sebastiano che subisce il martirio e San Bernardino da Siena, un francescano passato probabilmente anni prima da Piozzo; altri quattro santi sono poi raffigurati ai lati. Le immagini sono dipinte con uno stile accurato, molto gradevole, che ricorda la pittura toscana dell’epoca e che invoglia continuamente a cercare i particolari. PIOZZO Oltre a questi vi sono i pannelli dedicati a San Giacomo e al “miracolo dell’impiccato”, una leggenda resa famosa in tutto il Medioevo da Jacopo da Varagine e spesso rappresentata lungo la strada per Santiago de Compostela. La vicenda racconta di una famiglia di pellegrini, padre madre e figlio, che verso l’anno Mille partirono dalla Germania dirigendosi verso la città iberica. Lungo il percorso giunsero in una locanda, dove si fermarono a mangiare e a passare la notte; qui la figlia dell’oste si invaghì del ragazzo e cercò di possederlo carnalmente. Lui rifiutò, e lei per vendicare l’offesa nascose una coppa d’argento nella borsa del giovane, facendo poi intervenire le guardie che, trovando la refurtiva, lo condannarono a morte per impiccagione. I genitori disperati non avevano il coraggio di assistere alla scena, e decisero di continuare il viaggio verso Santiago, dove al santuario si fermarono a pregare per l’anima del loro figliolo ormai sicuramente defunto. Dopo un mese, fecero ritorno al luogo del misfatto per dargli una degna sepoltura, ma quando arrivarono trovarono il ragazzo miracolosamente ancora vivo, grazie all’intercessione di San Giacomo che lo aveva tenuto sollevato per i piedi in maniera che la corda non lo strozzasse. I genitori si recarono immediatamente dal giudice a raccontare il miracolo e a chiedere la liberazione del figlio; questi, che stava cenando con una gallina e un pollo arrosto, rispose che erano dei bugiardi e che il loro ragazzo era vivo come le bestie arrostite sulla sua tavola. In quel momento il gallo e la gallina si ricoprirono di piume e di penne e volarono via. Il ragazzo fu così liberato dal giudice che condannò la giovane che aveva ordito l’inganno. San Giacomo aveva fatto il miracolo. All’interno della Cappella si trova un bastone da pellegrino con la zucca che serviva da contenitore per l’acqua a chi si metteva in cammino. In realtà, questa è anche legata al paese di Piozzo, i cui abitanti erano un tempo chiamati Lapacusse per l’abitudine di bere rumorosamente del vino contenuto in una zucca vuota che tenevano alla cintura quando si recavano a lavorare nei campi. I Piozzesi hanno trasformato la presa in giro in una tradizione: l’amministrazione comunale ogni anno consegna dei semi di zucca a ogni famiglia, in previsione della grande fiera che viene tenuta la prima domenica di ottobre, durante la quale vengono premiate le più belle. La visita della piccola ma affascinante chiesa medievale avviene mediante un sistema innovativo: quello di Chiese a porte aperte. Si tratta di un circuito di siti artistici che normalmente sarebbero chiusi al pubblico, e che invece è possibile visitare internamente in maniera del tutto autonoma e gratuita. Occorre recarsi sul sito www.cittaecattedrali.it, quindi procedere a una registrazione; si scarica quindi l’app Chiese a porte aperte, dove è possibile prenotare l’ingresso tutto l’anno dalle 9.00 alle 18.00. Una volta giunti al luogo desiderato, si inquadra il QR-code all’ingresso e automaticamente si apre il portone della struttura. All’interno è possibile avere una spiegazione registrata in lingue diverse e l’accensione delle luci tramite un pulsante; alla fine occorre controllare la chiusura della porta d’ingresso. È una procedura molto semplice e comodissima.
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Come visitare la Cappella di San Bernardo.