Autore Redazione
lunedì
12 Gennaio 2026
11:44
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Cronaca - Alessandria

Da martedì chiuso il tratto davanti alle Poste in piazza Libertà: botta e risposta Fratelli d’Italia-Giunta

Da martedì chiuso il tratto davanti alle Poste in piazza Libertà: botta e risposta Fratelli d’Italia-Giunta

ALESSANDRIA – Alla vigilia dell’attivazione delle nove telecamere che impediranno l’accesso alle auto nel centro di Alessandria, prevista questo martedì 13 gennaio, Fratelli d’Italia ha attaccato la scelta della giunta Abonante su un particolare aspetto dell’entrata in vigore della cosiddetta area pedonale urbana: la chiusura del tratto di piazza Libertà davanti alle Poste, anch’essa monitorata da una telecamera. “Non è mobilità sostenibile ma una scelta ideologica sbagliata ha sottolineato il capogruppo del partito di Giorgia Meloni, Emanuele Locci. Insieme al collega di partito Fabrizio Priano, infatti, Locci ha evidenziato che ora le auto in piazza della Libertà dovranno compiere un giro più lungo: girare a destra in via Mazzini, poi a sinistra in via Savonarola e poi di nuovo a sinistra in via Guasco per tornare in piazza Libertà. “Davanti alle Poste transitano circa 500 veicoli/ora (come riporta lo studio sui flussi del traffico cittadino)” ha sottolineato Locci “il rapporto flusso/capacità del tratto che verrà chiuso è 0.2: funzionava, non era saturo. Le vie su cui verrà deviato il traffico hanno già oggi un rapporto pari a 0,8: sono quasi al limite. Se prima bastava percorrere 80 metri, ora ne serviranno 350. Tradotto: circa 350 tonnellate di anidride carbonica in più ogni anno. Per compensarle servirebbero circa 35 mila giovani alberi. L’ideologia del sindaco e del Movimento 5 Stelle non migliora né il traffico né l’ambiente: il risultato sarà solo più code e più inquinamento”.

Non si è fatta attendere la replica dell’assessore alla Mobilità Michelangelo Serra:Non stiamo chiudendo una strada ma stiamo aprendo una possibilità per la città” ha replicato sui social l’esponente della giunta Abonante “quando si dice che la pedonalizzazione del tratto davanti alle poste di Piazza Libertà “peggiorerà traffico e inquinamento”, si parte da un presupposto sbagliato: che oggi quel tratto funzioni davvero come infrastruttura di mobilità strategica. In realtà quel tratto ha oggi un ruolo marginale nello scorrimento e un ruolo centrale come spazio occupato, spesso in modo informale, senza una vera funzione urbana positiva. L’intervento non toglie mobilità: riorganizza lo spazio e lo restituisce a un uso più utile per la comunità. E qui entra in gioco la scienza, non l’ideologia. Gli studi internazionali dimostrano che ridurre spazio alle auto non aumenta il traffico: lo riduce. È il fenomeno dell’evaporazione del traffico: una parte degli spostamenti in auto semplicemente scompare, perché le persone cambiano abitudini: camminano di più, usano il trasporto pubblico, riorganizzano orari e percorsi”. 

“A Barcellona la riduzione di carreggiata ha prodotto fino al -23% di traffico, senza congestione sulle vie limitrofe. I modelli tradizionali sovrastimano il traffico perché non tengono conto dell’adattamento delle persone. In molte città europee meno spazio alle auto comporta meno incidenti, meno rumore, meno emissioni, più qualità urbana. Il traffico non è un fluido che riempie automaticamente ogni spazio disponibile. È un comportamento umano, e come tale cambia quando cambia il contesto”. 

Serra ha infine toccato un punto molto concreto di giustizia urbana”. “Con il nuovo sistema di telecamere non si penalizza chi ha diritto, anzi: si tutelano residenti, commercianti, fornitori autorizzati, persone con disabilità, si mette ordine dove oggi regna l’arbitrio, si evita che pochi “furbi” occupino spazio e opportunità che dovrebbero essere di tutte e tutti. Non è controllo per punire: è regola per essere equi. Quel tratto di Piazza Libertà non viene sottratto: viene restituito alla socialità. A chi cammina, a chi si incontra, a chi lavora, a chi vive il centro. Uno spazio che oggi non produce valore collettivo può diventare luogo di relazione, sicurezza, bellezza e attrattività. Difendere lo status quo non è neutralità. È scegliere che nulla cambi, anche se non funziona. La vera domanda non è “dove passeranno le auto”, ma che città vogliamo costruire insieme? Una città che serve il traffico, o una città che serve le persone?”.

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