Cronaca - Alessandria

Gualapack, 50 esuberi scuotono Castellazzo Bormida

CASTELLAZZO BORMIDA – Pochi giorni fa Anna Maria ha ricevuto in dono una penna per celebrare i suoi 25 anni di lavoro in Gualapack. Il gesto che avrebbe dovuto rappresentare un segno di riconoscimento per dedizione, esperienza e costanza oggi si trasforma in un amaro simbolo di incertezza, dopo l’annuncio dei 50 esuberi nell’azienda di Castellazzo Bormida.

Tra i dipendenti ci sono persone che conoscono la fabbrica come le proprie tasche, che hanno visto passare generazioni di colleghi, condiviso straordinari, sfide e successi. “Siamo cresciuti insieme, siamo sorelle e fratelli”, racconta Elisa, da 30 anni in Gualapack. La parola che più brucia è “esubero”: 50 persone, 50 famiglie, 50 storie messe in bilico da un annuncio improvviso.

Questo martedì mattina si è tenuto il primo dei tre presidi davanti ai cancelli dell’azienda, nell’ambito della giornata di sciopero proclamata da Filctem Cgil e Femca Cisl insieme alla RSU. I sindacati hanno subito reagito, definendo gli esuberi “inaccettabili” e chiedendo all’azienda di aprire un confronto per individuare soluzioni alternative. Tra le proposte, strumenti come la cassa integrazione, la solidarietà o ricollocazioni interne potrebbero mitigare l’impatto sui lavoratori e trovare un equilibrio tra le esigenze aziendali e la responsabilità verso chi, per anni, ha contribuito al successo dell’impresa.

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