15 Gennaio 2026
05:47
Aumento pedaggi autostrade 2026: gli effetti per gli automobilisti delle province di Alessandria e Pavia
ITALIA – Dal 1° gennaio 2026 sono scattati i nuovi aumenti dei pedaggi autostradali, adeguati all’inflazione. Secondo quanto comunicato dal Ministero dei Trasporti, l’incremento medio è dell’1,5%, in linea con l’inflazione programmata. Un’indagine di Altroconsumo su 38 tratte della rete italiana ha mostrato però un quadro più articolato: l’aumento medio rilevato è dell’1,1%, con rincari non uniformi e differenze marcate tra aree e collegamenti.
Nella maggior parte dei casi si parla di 10 o 20 centesimi in più a tratta, ad esempio i 10 centesimi in più sulla A7 tra Genova Bolzaneto e Milano Ovest (7.75 euro per 100 chilometri) o su altri collegamenti molto utilizzati nel Nord Italia come Dalmine-Milano Est, Bergamo-Milano Est o Trento Nord-Bolzano Sud, dove i rincari percentuali superano il 2%. Anche sulla Agrate Brianza-Milano (A4) l’aumento percentuale appare più alto, ma va letto nel contesto di una tratta molto breve: pochi centesimi incidono di più in termini percentuali, senza tradursi in un forte aggravio immediato.
Il peso reale per pendolari e lavoratori
Il vero impatto emerge sul lungo periodo. Dieci o venti centesimi possono sembrare marginali, ma diventano una spesa significativa su base annua per chi percorre l’autostrada ogni giorno. Pendolari, lavoratori e piccoli operatori economici sono tra i più colpiti, spesso senza alternative valide di trasporto pubblico su alcune direttrici extraurbane.
Il costo rapportato ai chilometri
Un indicatore chiave è il costo ogni 100 km, che permette di confrontare tratte di diversa lunghezza. Alcuni dati risultano particolarmente elevati: la Novara Est-Milano Ghisolfa supera i 14 euro ogni 100 km, mentre la Torino Rondissone-Novara Ovest si avvicina a quella soglia. Anche in diverse tratte di Lazio, Campania e lungo l’Adriatico il costo supera stabilmente i 10 euro ogni 100 km, confermando come molte autostrade italiane restino tra le più care, anche al netto degli aumenti 2026.
Nessun aumento su circa un terzo delle tratte
Non tutte le autostrade hanno registrato rincari. Circa un terzo delle tratte analizzate non mostra aumenti nel 2026, soprattutto nel Nord-Ovest, nel Centro Italia e in Sicilia, dove alcune autostrade restano gratuite. Ne emerge un sistema tariffario poco omogeneo, con forti differenze territoriali non sempre legate alla qualità dell’infrastruttura o ai servizi offerti. Tra i tratti autostradali che non hanno subito aumenti ci sono la Torino-Asti Ovest sulla A21 (9.29 euro per 100 chilometri) e la Pavia-Milano Est sulla A7 (7 euro per 100 chilometri).