15 Gennaio 2026
11:51
“Per la libertà del popolo iraniano e contro gli ayatollah”: presidio ad Alessandria venerdì 23 gennaio
AGGIORNAMENTO ORE 13: l’adesione di Sinistra Italiana Alessandria. Su Radio Gold le parole del segretario Eugenio Spineto.
AGGIORNAMENTO ORE 12.05: anche il Partito Democratico provinciale scenderà in piazza. Su Radio Gold le parole del segretario Giorgio Laguzzi.
ALESSANDRIA – Dopo la mobilitazione contro lo sterminio a Gaza, ad Alessandria la rete di associazioni composta da Laboratorio Sociale, Casa Di Quartiere, Emergency, Non una di meno – Casa delle Donne TFQ, Coordinamento Studentesco, ADL Cobas e Arci, torna in piazza per solidarizzare con il popolo iraniano e contro il regime degli ayatollah. Appuntamento venerdì 23 gennaio 2026 alle 17.30, in piazzetta della Lega.
“Non possiamo scegliere quali massacri rendere visibili e quali no, né accettare che l’orrore diventi routine. Da settimane, il popolo iraniano è protagonista di una mobilitazione popolare di massa contro il carovita, la repressione e un regime fondamentalista e autoritario che da decenni governa attraverso la violenza. La risposta del regime è stata brutale. Secondo diverse fonti, il bilancio delle vittime della repressione è di migliaia di morti, molti dei quali sotto i 30 anni, oltre a arresti, torture e condanne a morte. In Iran sono scesi in piazza lavoratori e lavoratrici, studentesse e studenti, giovani, donne e uomini del popolo per una mobilitazione che rivendica giustizia sociale, diritti e democrazia. Protestano, scioperano, occupano le strade e le università, rischiando letteralmente la vita. A loro, esprimiamo la nostra solidarietà incondizionata. Ed è questo, oggi, l’unico atto politico che abbia senso”.
“Il fatto che Trump, Netanyahu o altre potenze imperialiste tentino di strumentalizzare le proteste e di mettere la loro bandiera sulla rivolta non rende il regime di Teheran meno repressivo o meno sanguinario e criminale. Stare con le iraniane e gli iraniani significa stare con la capacità dei popoli di sollevarsi, organizzarsi e autodeterminarsi contro le ingiustizie e l’oppressione, senza guerre, senza interventi militari, senza colonialismo. Perché la libertà o è di tutte e di tutti, a qualsiasi latitudine, o non è”.