Autore Redazione
lunedì
19 Gennaio 2026
05:43
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Cronaca - Provincia Alessandria

Verso il gestore unico del servizio idrico. Dopo Amag, anche Comuni Riuniti lascia la Rete Idrica AGC

Verso il gestore unico del servizio idrico. Dopo Amag, anche Comuni Riuniti lascia la Rete Idrica AGC

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Dopo l’uscita di AMAG Reti Idriche, anche Comuni Riuniti abbandona ufficialmente la Rete Idrica AGC – composta da AMAG Reti Idriche, Gestione Acqua e Comuni Riuniti – segnando un ulteriore passaggio nel riassetto del servizio idrico del territorio. La decisione è stata assunta all’unanimità dal Consiglio di amministrazione e dal Comitato di controllo dei sindaci di Comuni Riuniti.

Il voto è arrivato durante il Cda di giovedì scorso, presieduto da Franco Ravera, e ha avuto effetti immediati: a seguito della decisione, il rappresentante e presidente pro tempore della Rete AGC, Jari Calderone, ha rassegnato le dimissioni.

La Rete Idrica AGC era lo strumento che giustificava l’affidamento dei servizi idrici fino al 2034, affidamento però messo in discussione negli ultimi mesi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da ARERA e da una serie di sentenze scaturite dai ricorsi presentati da Gestione Acqua.

Un punto di svolta è arrivato il 22 dicembre, con la sentenza del TAR Lazio. Il Tribunale, chiamato a pronunciarsi su ricorso di Gestione Acqua, ha stabilito che assetti organizzativi come la Rete AGC sono incompatibili con il principio di unicità del gestore e con la governance prevista dalla normativa vigente e per Egato6 ha quindi certificato la correttezza dell’operato dell’Autorità d’Ambito.

Alla base della scelta di Comuni Riuniti c’è quindi una riflessione sul percorso avviato dalla Conferenza d’Ambito, che ha affidato il servizio idrico a SOGERI S.p.A., indicando la road map che ha consentito di sbloccare i fondi PNRR per Amag Reti Idriche. Nel frattempo, SOGERI ha completato i passaggi previsti dalla delibera di Egato6 per l’ingresso nel capitale sociale delle società pubbliche, tra cui Comuni Riuniti e Valle Orba Depurazione.

Con l’uscita anche di Comuni Riuniti dalla Rete Idrica AGC i gestori pubblici marciano compatti verso la realizzazione del gestore unico. Della Rete Idrica AGC resta però la novese Gestione Acqua, che ha una parte di quote private. Durante la Commissione consiliare del Comune di Novi Ligure, convocata per discutere gli scenari dopo la sentenza del TAR Lazio, i vertici dell’azienda hanno ribadito l’intenzione di proseguire nei ricorsi. Nel suo intervento il sindaco di Novi, Rocchino Muliere, ha aperto il ragionamento alla valutazione delle varie alternative sul tavolo. Un’apertura che per il primo cittadino deve però avere come priorità “gli interessi dei cittadini” e, quindi, la salvaguardia del patrimonio aziendale, “che è di proprietà dei novesi per il 64%”. Il sindaco di Novi in Commissione non si sbilancia. Riconosce “i rischi, per tutti” legati sia alla gara europea che alla gara a doppio oggetto e si interroga sulle risorse necessarie per escludere la parte privata in caso la scelta ricada sulla terza opzione prevista: l’affidamento “in house”. Le risposte, non solo per Novi, ma per tutti gli altri Comuni dell’Ambito, devono arrivare da Egato6 che sta definendo il Piano d’Ambito, chiamato a chiarire le scelte strategiche, e le risorse necessarie, per il futuro del servizio idrico sul territorio.

L’Ente di Governo dell’Ambito, presieduto da Giacomo Perocchio, è impegnato in una fase decisiva. Entro marzo, infatti, si dovrà arrivare alla scelta della modalità di affidamento del servizio idrico per i prossimi 30 anni e poi procedere entro giugno.

 

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