Autore Redazione
mercoledì
21 Gennaio 2026
13:18
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Cronaca - Pavia

Diabete di tipo 1, al San Matteo somministrato per la prima volta teplizumab in pediatria

Diabete di tipo 1, al San Matteo somministrato per la prima volta teplizumab in pediatria

ALESSANDRIA – Una nuova frontiera nella cura del diabete di tipo 1 si apre al Policlinico San Matteo di Pavia. Nei giorni scorsi è stato completato con successo il primo trattamento pediatrico con teplizumab, una terapia innovativa capace di ritardare l’esordio clinico della malattia nei bambini e negli adolescenti ad alto rischio.

La somministrazione, tra le prime in Italia, ha riguardato una ragazza di 14 anni seguita dal dottor Carmelo Pistone e dalla professoressa Ilaria Brambilla dell’Ambulatorio di Auxologia, Diabetologia, Endocrinologia e Ginecologia Pediatrica. Durante il trattamento l’unico effetto collaterale rilevato è stata una linfopenia transitoria, risoltasi spontaneamente nel giro di una settimana.

Il teplizumab è un anticorpo monoclonale che agisce modulando il sistema immunitario, in particolare i linfociti T, responsabili del processo autoimmune che porta alla distruzione delle cellule beta del pancreas. Nei pazienti ad alto rischio il farmaco è in grado di posticipare la comparsa del diabete clinico. Possono accedere alla terapia bambini e adolescenti con diabete di tipo 1 in stadio pre-clinico (stadio 2), caratterizzato da alterazioni della glicemia e dalla presenza di almeno due autoanticorpi specifici.

Il trattamento prevede 14 infusioni endovenose consecutive, accompagnate da un monitoraggio costante per individuare eventuali effetti collaterali.

Un risultato che si inserisce in un percorso già attivo da anni all’interno della Struttura Pediatria 2 – Malattie Endocrine, diretta dalla professoressa Amelia Licari, dove è operativo un programma di screening per l’identificazione precoce dei pazienti in fase pre-clinica.

Grazie alla disponibilità del teplizumab, alla diagnosi precoce si affianca ora anche una strategia terapeutica capace di ritardare l’esordio della malattia e di offrire benefici significativi nel tempo a bambini, adolescenti e alle loro famiglie.

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