Cronaca - Pavia

Sessualità e cancro: a Pavia uno sportello dove le parole aiutano a curare

PAVIA – La diagnosi di cancro sconvolge la vita, cambia le priorità, ridefinisce il futuro. Ma non solo. Un tumore modifica anche il modo di guardarsi allo specchio, di abitare il proprio corpo, di vivere la sessualità e l’intimità. Aspetti profondi, delicati, che durante un percorso oncologico spesso diventano difficili da nominare, ancora più difficili da condividere.

È proprio da questo bisogno reale, spesso silenzioso, che è nato il progetto di Fondazione CNAO e Mamanonmama APS che ha dato vita a Pavia allo Sportello di Ascolto “Sessualità e cancro: Parole che curano”.

Un servizio gratuito, riservato, pensato per offrire uno spazio sicuro di confronto ai pazienti oncologici, ma anche ai familiari e ai partner, che durante e dopo le terapie si trovano ad affrontare difficoltà sessuali e relazionali.

Il sentimento predominante è quello della vergogna”, spiega Veronica Borelli, psicologa e psicoterapeuta della Fondazione CNAO. “Notiamo che soprattutto le donne, ma anche gli uomini, fanno molta fatica a parlare di questi temi. Stanno già vivendo un momento difficile e spesso pensano che le loro domande siano stupide o superficiali. Non sanno a chi rivolgersi, non trovano risposte empatiche, quell’accoglienza che invece meriterebbero. Eppure, si tratta di problematiche tutt’altro che rare: sono molto diffuse e non sono affatto banali”.

Una delle domande che ricorrono più spesso è semplice e insieme profondissima: “Tornerò quella di prima?”
La risposta, onesta e umana, è no. “Dopo una diagnosi oncologica non si torna mai a essere quelli di prima”, spiega Borelli. “Si diventa qualcosa di diverso. A volte anche di migliore. Il lavoro che facciamo è proprio questo: capire quale sia la propria difficoltà, accettare un corpo che cambia, un rapporto diverso con il partner, una sessualità che si trasforma. Ma diverso non significa necessariamente peggiore. Può essere anche migliore, più consapevole. E su questo si può e si deve lavorare”.

Lo sportello nasce con l’obiettivo di offrire uno spazio di ascolto libero da giudizi, dove chi arriva possa sentirsi accolto, legittimato, compreso. Un luogo in cui parlare senza vergogna, senza sentirsi “sbagliati” o in difetto.  I problemi sessuali e relazionali durante le terapie oncologiche non sono un dettaglio secondario. Non sono superficialità. Sono parte integrante della qualità della vita. E anche le parole, se trovano lo spazio giusto per essere dette e ascoltate, possono davvero curare.

Lo sportello “Sessualità e cancro – parole che curano” è attivo un sabato al mese negli spazi messi a disposizione dal Comune di Pavia, in via Fratelli Cervi 27.
La prossima apertura è prevista per sabato 24 gennaio.
L’accesso è su appuntamento, chiamando il numero verde 800 82 46 20, attivo il lunedì dalle 15 alle 17 e il giovedì dalle 16 alle 18.

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