3 Febbraio 2026
05:07
Donne, scienza e territorio: l’Università di Pavia apre la ricerca alla città
PAVIA – L’Università di Pavia apre le porte della ricerca scientifica alla città e lo fa mettendo al centro le donne, il dialogo e la fiducia nella scienza. In occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, mercoledì 11 febbraio, dalle 10, l’Aula Magna dell’Ateneo ospiterà “Lei. Scienza”, un evento pubblico che segna l’avvio di “Pavia. Semi di scienza”, un nuovo ciclo di incontri pensato per rafforzare il rapporto tra università, territorio e cittadinanza.
L’iniziativa nasce con un obiettivo chiaro: rendere visibile il valore pubblico della ricerca scientifica e il contributo fondamentale delle donne nei diversi ambiti del sapere. Nonostante i progressi degli ultimi anni, infatti, il divario di genere nella ricerca resta una questione aperta, che incide non solo sull’equità, ma anche sulla qualità stessa della produzione scientifica.
Protagoniste della giornata saranno 19 scienziate, provenienti da ambiti scientifici, umanistici, medici e tecnologici dell’Università di Pavia e di otto enti e istituti di ricerca e cura del territorio pavese: CNR, Fondazione CNAO, Fondazione Eucentre, Fondazione IRCCS Mondino, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, IRCCS ICS Maugeri, INFN e IUSS. Un dialogo corale che mette in relazione esperienze, generazioni e competenze diverse, coinvolgendo studentesse, studenti e cittadini.
Il programma di “Lei. Scienza” attraversa le pratiche quotidiane della ricerca, le traiettorie professionali e la responsabilità pubblica del lavoro scientifico, con l’obiettivo di costruire fiducia attraverso la trasparenza e il confronto diretto. Un legame che si vuole sempre più solido tra la comunità scientifica e il territorio pavese.
Tra i momenti più simbolici della giornata, la piantumazione di un kiwi presso l’Orto Botanico dell’Università di Pavia, in memoria di Eva Mameli, botanica pavese di rilievo internazionale e madre dello scrittore Italo Calvino. Fu lei, negli anni Venti del Novecento, a introdurre per prima il kiwi in Italia, importandone i semi dall’America. Un gesto che richiama il tempo lungo della ricerca, la cura del sapere e la trasmissione della conoscenza tra generazioni.
La giornata si concluderà con l’illuminazione simbolica di alcuni luoghi della città, con il patrocinio del Comune di Pavia, per rendere visibile il lavoro delle scienziate e riaffermare il valore della ricerca come bene comune.
“Aprire la ricerca alla città significa riconoscere che la conoscenza cresce davvero solo quando entra in relazione con la società“, ha sottolineato il Rettore dell’Università di Pavia, Alessandro Reali, ricordando come “Pavia. Semi di scienza” nasca per creare nel tempo spazi strutturati di dialogo con la cittadinanza.
Un messaggio condiviso anche dal Prorettore alla Ricerca, Giancarlo Sangalli, che ha evidenziato come la fiducia nella scienza sia un motore essenziale per il benessere sociale ed economico, e dalle delegate alla ricerca Serena Barello, Flavia Magri e Cristina Riccardi, che hanno richiamato la necessità di una scienza sempre più umana, trasparente e responsabile, capace di parlare alla società e di crescere insieme ad essa.