Aumenti solo a una parte del personale. Stato di agitazione e presidio davanti alla Clinica Città di Alessandria
ALESSANDRIA – Stato di agitazione e presidio davanti alla Clinica Città di Alessandria. A protestare sono una parte dei circa 300 lavoratori della clinica privata in via Moccagatta e della Salus – Policlinico di Monza, insieme alle organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, che denunciano una disparità di trattamento economico all’interno delle strutture private.
“Cambiano le mansioni, non cambia l’impegno“, spiegano i rappresentanti sindacali leggendo i cartelli esposti durante la mobilitazione. A far scattare la protesta è stata infatti una “decisione unilaterale dell’azienda”: un incentivo economico di 250 euro per alcuni infermieri e di 150 euro per alcuni operatori socio-sanitari, riconosciuto però solo a una parte del personale.
“Non è comprensibile – sottolinea Sonia Ciminello della segreteria UIL FPL per la sanità pubblica e privata – che il riconoscimento economico sia stato dato solo ad alcuni lavoratori. Se si vuole premiare chi si impegna per far funzionare la struttura e garantire la qualità dell’assistenza ai pazienti, allora devono essere premiati tutti, in modo proporzionale”.
Secondo i sindacati, la scelta ha creato forti tensioni interne. “Sono stati incentivati solo alcuni servizi, come l’interventistica e le sale operatorie – spiegano – Restano completamente esclusi fisioterapisti, manutentori, amministrativi e molte altre figure professionali fondamentali“.
Una disparità che, secondo Claudia Canalia funzionaria FP CGIL di Alessandria per la sanità privata, non può essere definita una vera premialità. “Il riconoscimento è stato deciso senza alcun confronto preliminare con le organizzazioni sindacali, come invece previsto dal contratto. È stata una decisione unilaterale che riteniamo discriminatoria“.
I sindacati ipotizzano che l’obiettivo dell’azienda fosse quello di trattenere alcuni professionisti, in un momento in cui la sanità pubblica sta bandendo concorsi e attirando personale dal privato. “Ma fare figli e figliastri all’interno della stessa azienda – aggiunge Canalia – è il modo migliore per creare malcontento e spaccare i lavoratori”.
Alla protesta si affianca anche una vertenza più ampia. Come ricorda Alessandro Delfino, segretario generale CISL Funzione Pubblica, “i lavoratori della sanità privata hanno il contratto bloccato da sei anni, il triennio 2016-2018 non è mai stato rinnovato. Questo significa stipendi che non tengono il passo con l’inflazione e un potere d’acquisto sempre più eroso”.
Lo stato di agitazione locale si inserisce in quello nazionale proclamato da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL per il rinnovo del contratto. “Da oggi – conclude Delfino – parte una serie di iniziative che ci vedrà al fianco dei lavoratori per tutta la primavera”.