Autore Redazione
sabato
7 Febbraio 2026
06:44
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Cronaca - Alessandria

Chiusura centro cure gratuite labbro leporino. Parlano i genitori: “Davvero non capiamo perché”

Chiusura centro cure gratuite labbro leporino. Parlano i genitori: “Davvero non capiamo perché”

ALESSANDRIA – “Non capiamo perché sia stato necessario chiudere il Centro per le cure gratuite dei bambini affetti da palatoschisi e labbro leporino. L’attenzione infatti, racconta  Federica Marocco, mamma di due figli affetti da questi problemi, “deve posta prima di tutto sui bambini“. La sua spiegazione è chiara, senza giudizi, precisa, ma necessaria. “I miei figli vennero operati a Lucca 10 anni fa e già allora mi dissero di farli seguire ad Alessandria, proprio per la presenza del Centro di volontari. Fino a Lucca quindi sapevano la qualità del servizio prestato nel capoluogo, da quella realtà“. La decisione ora di portare nell’ospedale di Alessandria l’intero servizionon si capisce“. “Ad Alessandria abbiamo trovato serenità dopo anni di travaglio e ora ci spiace immensamente che questo percorso venga interrotto“, continua Federica, convinta che il Centro di volontari fosse il “giusto compromesso tra pubblico e privato, soprattutto in grado di assistere in maniera adeguata e approfondita i bambini colpiti da questa malformazione“. “Loro tutti i mercoledì erano in ospedale, in due stanze minuscole a prestare un servizio preziosissimo e quindi ora il dubbio è se davvero ci sarà la necessaria attenzione e disponibilità in una struttura sicuramente professionale come l’ospedale ma con altre dinamiche e tempistiche“.

Questo è infatti il cruccio che assale i genitori con bambini affetti da palatoschisi e labbro leporini, “se davvero abbia avuto senso imbottigliare nei percorsi ospedalieri questo tipo di assistenzaFederica, vive a Torino e da anni veniva ad Alessandria proprio per il Centro e la “grandissima umanità disinteressata dei medici. Ora dovremo rivolgerci ai privati perché abbiamo urgenza di continuare le terapie e rischiare di finire nel cono delle liste d’attesa, ed è un lusso che non possiamo permetterci“. La speranza, conclude, è una soluzione al momento invisibile e comunque anche l’urgenza “di riconoscere la grande umanità di tutti i medici che in questi anni si sono messi a disposizione di tanti genitori“.

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