Autore Redazione
lunedì
9 Febbraio 2026
05:19
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Politica - Alessandria

Pfas, a marzo via allo studio promosso dal Comune sul nesso causale con le malattie: “Stato assente per anni”

Pfas, a marzo via allo studio promosso dal Comune sul nesso causale con le malattie: “Stato assente per anni”

ALESSANDRIA – Con 29 voti favorevoli, lo scorso martedì il consiglio comunale di Alessandria ha approvato all’unanimità l’accordo di collaborazione tra il Comune di Alessandria e l’Università del Piemonte Orientale propedeutico alla cosiddetta terza fase dell’indagine epidemiologica sulla Fraschetta (su dati già esistenti) per stabilire l’eventuale nesso causale tra inquinanti e malattie, già rilevate dagli studi presentati sette anni fa. Entro un paio di settimane dovrebbe arrivare la prima tranche di finanziamento: il Comune di Alessandria ha stanziato una cifra complessiva pari a 60 mila euro. A coordinare gli studi sarà la professoressa Daniela Ferrante, docente di biostatistica, supportata da alcuni borsisti. L’indagine dovrebbe partire tra circa un mese. “L’auspicio” ha sottolineato in consiglio comunale il presidente della Commissione Sicurezza e Ambiente Adriano Di Saverioè che lo studio si concluda in tempi più brevi rispetto ai 18 mesi previsti”.

Con questo studio” ha aggiunto l’esponente del Partito Democratico il Comune di Alessandria supplisce in parte alle mancanze dello Stato, del Ministero dell’Ambiente, del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, assenti per lunghi anni nell’assistere le istituzioni locali. La presenza di un polo chimico e di numerose altre industrie nella zona della Fraschetta abitata da circa 16 mila abitanti rende questa piana alluvionale più vulnerabile rispetto ad altre zone della città. Il polo chimico occupa 130 ettari: un sito a rischio di incidente rilevante. I pfas con le microplastiche possono essere considerati, secondo autorevoli pareri, la seconda calamità eco-sanitaria mondiale, dopo i cambiamenti climatici. Rappresentano uno dei più grossi problemi ambientali causati dall’industria chimica ma anche dall’inerzia delle agenzie pubbliche. Non esistono livelli di pfas sicuramente innocui nel sangue, nell’acqua, negli alimenti. I pfas influiscono negativamente sull’apparato riproduttivo e sull’apparato cardiovascolare. Nelle nostre zone si trovano ovunque come pulviscolo impercettibile che respiriamo, mangiamo, beviamo. La presenza dei Pfas è praticamente ubiquitaria in tutta la nella zona della Fraschetta: nelle acque di falda sia superficiali che profonde, nella pioggia, nei terreni negli alimenti sia vegetali che animali. Dalle rilevazioni di Arpa è emersa la loro presenza anche nell’aria attorno all’istituto Volta. Questa amministrazione e questo consiglio comunale hanno attenzionato fin dall’inizio della legislatura il problema ambientale sanitario esistente nelle vicinanze del polo chimico”.

Secondo Di Saverio, inoltre, “l’iniziativa nasce dalla necessità di avere a disposizione valutazioni su dati affidabili e metodologie rigorose, così da comprendere il profilo sanitario dell’aria e fornire informazioni utili sia alla popolazione ma anche alle istituzioni. L’obiettivo è descrivere l’andamento della mortalità generale e causa specifica nel territorio, analizzando le variazioni nel tempo e confrontando tali risultati con le popolazioni di riferimento. Una seconda parte molto qualificata dallo studio invece è dedicata ai lavoratori che sono stati più direttamente a contatto con i Pfas nel corso degli anni. I dati verranno forniti dal Comune di Alessandria, dall’Asl Alessandria, da Syensqo e altri enti pubblici. Lo studio epidemiologico rappresenta un elemento particolarmente qualificante per questa amministrazione: ha sempre avuto presente il fatto che la prevenzione primaria sia soprattutto di tipo ambientale e che la salute di una popolazione è proporzionale alla qualità dell’ambiente circostante. Questo studio quindi ha un forte significato sia simbolico sia politico, come l’istituzione dell’osservatorio sulla qualità dell’ambiente. Esiste una copiosa documentazione che dimostra un’associazione fra esposizione ai pfas ed effetti avversi sulla salute umana. Alcuni gruppi di popolazione, come le donne incinte e i bambini piccoli, sono particolarmente vulnerabili e possono subire effetti negativi a livello di esposizione particolarmente bassi. Alcuni effetti tossici potrebbero essere visibili in tempi molto lunghi, generando un pericolo per le generazioni future che non possono reclamare diritti perché non esistono ancora. Eppure proprio su questa impossibilità si fonda il nostro dovere verso di loro. Si fa fatica ad accogliere questa temporalità estesa ma ricordiamoci le parole di Alcide De Gasperi: il politico pensa alle prossime elezioni ma lo statista guarda alle generazioni future”.

“La votazione unanime del consiglio a questo accordo è stato un bellissimo segnale” ha sottolineato soddisfatto l’assessore all’Ambiente Daniele Colorisuna proposta concreta che ci fa onore. Si uniscono due enti importanti: il Comune di Alessandria e l’Università del Piemonte Orientale per dare delle risposte precise a tutta la comunità e, allo stesso tempo, attenzionare tutti i procedimenti di bonifica e anche i procedimenti di autorizzazione ambientale che sono in corso. Le aziende che operano sul territorio facciano tutto il possibile per assicurare la massima trasparenza e il massimo rispetto dell’ambiente. Vogliamo dare un input a tutti gli enti affinché facciano tutti la loro parte”.

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