Redazione9 Febbraio 2026
05:35
San Salvatore festeggia il Carnevale tra carri, maschere e la Businà

SAN SALVATORE MONFERRATO – Il Carnevale a San Salvatore Monferrato è nel segno della tradizione, della memoria storica e della satira pungente. Sabato 14 febbraio non sarà solo la festa degli innamorati e dei carri allegorici, ma anche il giorno della Businà 2026, l’antico poemetto dialettale che da decenni trasforma il Carnevale in una tribuna popolare capace di graffiare il potere con l’arma dell’ironia.
Nel pomeriggio, come da consuetudine, verrà recitata la nuova Businà composta e declamata da Mario Lombardo, autore e custode di questa tradizione da oltre trent’anni. L’edizione 2026 avrà però un valore speciale: Lombardo ricorderà infatti l’80° anniversario di uno degli episodi più audaci della cronaca locale, passato alla storia come il “Duello delle Piazze”.
Era il febbraio del 1946, un’Italia appena uscita dalla guerra e lacerata dalle ideologie. A Castelletto Scazzoso (oggi Castelletto Monferrato) la Businà declamata in piazza conteneva pesanti attacchi al Vaticano. La risposta arrivò da San Salvatore: il viceparroco Ermenegildo Gonella, il celebre Don Gunèla, replicò componendo la famosa Contra Businà cui d’Castlèt, dando vita a una vera e propria sfida a colpi di rime dialettali.
Mario Lombardo, allora giovanissimo chierichetto al seguito del sacerdote, conserva ancora vivo il ricordo di quei momenti carichi di tensione: «Ricordo la paura che avevo, mi sembrava che il mio Don avesse esagerato. Entrammo nella piazza dei nostri vicini e lui, con grande coraggio, prese parola leggendo ad alta voce i versi in dialetto».
Per smontare le tesi dei castellettesi, Don Gonella citò Papa Pio XII – «Niente è perduto con la pace mentre tutto lo può essere con la guerra» – criticò la dittatura fascista e non risparmiò giudizi sulla “furba Russia”. Una sfida verbale d’altri tempi, dove l’ideologia lasciava spazio all’arguzia, consegnando alla storia l’immagine di un Paese diviso ma straordinariamente vitale.
Oggi, mentre in molti comuni dell’Alessandrino questa tradizione si è spenta, San Salvatore continua a resistere. La Businà resta un momento atteso e partecipato, capace di parlare al presente: dai costi del Ponte sullo Stretto alle condizioni delle strade pubbliche, la satira di Lombardo colpisce i temi dell’attualità con la leggerezza solo apparente del dialetto. Un’occasione per riflettere su come il dibattito pubblico sia cambiato, passando dalla risata sonora delle piazze ai toni spesso velenosi dei talk show e dei social network.
Il programma di sabato 14 febbraio
I volontari dell’Oratorio Campanone lavorano da oltre un mese negli spazi messi a disposizione dalle famiglie Beccaria e Gagliazzo e stanno ultimando quattro carri allegorici. La sfilata partirà alle 14.30 dal piazzale Santa Croce, attraverserà le vie cittadine e si concluderà intorno alle 16.30 in piazza Carmagnola, dove il grande pupazzo simbolo della fine dei bagordi carnevaleschi verrà bruciato nel tradizionale falò che apre il tempo della Quaresima.
Nel corso del pomeriggio sarà letta la Businà 2026, mentre in piazza tornerà il Mago Bingo con lo spettacolo “Il RompiBolle” dedicato ai più piccoli. I regnanti del Carnevale leggeranno la poesia che segna la conclusione della festa e Don Gabriele Paganini, che porta avanti la tradizione del Gran Carvà di San Salvatore Monferrato, invita tutta la cittadinanza a partecipare alla sfilata nel centro storico. I carri e i cortei, in particolare quelli dedicati ai bambini, saranno ispirati al tema 2026: la magia.
Un Carnevale che unisce festa e memoria, divertimento e riflessione, nel segno di una satira che continua a parlare, ieri come oggi, il linguaggio diretto e sincero della piazza.
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