12 Febbraio 2026
10:39
Lavoratore morto a Tortona. Il Presidio di Castelnuovo Scrivia: “Ogni giorno si rischia la vita sulle strade della logistica”
TORTONA – La morte del lavoratore 43enne originario del Bangladesh, investito da un camion a Tortona, riporta al centro dell’attenzione le condizioni in cui operano ogni giorno migliaia di addetti della logistica. La vittima del drammatico incidente di mercoledì, sottolinea il Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia, era un lavoratore della logistica di Rivalta Scrivia, “uno dei più grandi poli logistici del nostro Paese, strategico per il triangolo industriale Torino – Genova – Milano. Nei suoi magazzini lavorano migliaia di persone, in gran parte stranieri, spesso sottoposti a carichi di lavoro pesanti, ritmi serrati e turni che coprono l’intero arco della giornata, dalla mattina presto fino a notte fonda”.
Ma il lavoro non finisce con la timbratura del cartellino. C’è un’altra parte della giornata: il tragitto verso casa. “Quante volte abbiamo incontrato questi lavoratori, di mattina, di sera, di notte, con la nebbia o sotto la pioggia, in bicicletta o con il monopattino, arrancare faticosamente verso casa, su strade in cui a stento appariva la segnaletica, affaticati da ore e ore di lavoro? Quante volte si è rischiato l’incidente mortale?“.
Per il Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia esistono “responsabilità precise” anche in capo ai datori di lavoro, “chiamati non solo a informare adeguatamente i dipendenti sui rischi, ma anche a garantire strumenti minimi di sicurezza, come dispositivi ad alta visibilità per chi si sposta in orari critici“.
Il nodo, tuttavia, è più ampio. La crescita dell’hub logistico ha generato un traffico intenso e costante di camion, che grava su una viabilità rimasta sostanzialmente invariata negli anni. A fronte dell’espansione dei magazzini e dei volumi movimentati, il Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia non registra “un adeguato potenziamento delle infrastrutture e dei collegamenti sicuri per i lavoratori”. Il Presidio evidenzia le carenze del servizio di trasporto pubblico “che non è adeguato agli orari dei turni e a coprire le esigenze di chi entra o esce dai magazzini nelle fasce più difficili della giornata” e chiede un potenziamento, eventualmente con il contributo economico delle aziende che operano nell’area.
Tra le proposte anche la realizzazione di una pista ciclabile che colleghi Tortona a Rivalta Scrivia, così come già avviene verso Viguzzolo, e una revisione complessiva delle vie di comunicazione attorno alla città, oggi messe sotto pressione dall’intenso traffico pesante.
La tragedia di ieri non viene letta come un fatto isolato, ma come il segnale di un problema strutturale: “Oggi ci troviamo a piangere la morte di questo lavoratore immigrato della logistica. Sono drammi che non devono più accadere, almeno che la sua morte sia da stimolo ad affrontare un problema che c’è e che non si vuol vedere, che non si vuol sentire”.