13 Febbraio 2026
12:45
Stampa 3D e biostampa per rigenerare l’esofago: al San Matteo di Pavia nasce il progetto Reborn
PAVIA – Rigenerare l’esofago dopo un intervento chirurgico grazie a stampa 3D e biostampa cellulare. È questo l’obiettivo di Reborn, progetto finanziato con 500.000 euro dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica nell’ambito del bando Under 40, con capofila la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo. Principal Investigator è Silvia Pisani, ricercatrice del Policlinico e dell’Università di Pavia, affiancata dalla co-Principal Investigator Stefania Marconi, responsabile del laboratorio 3D4Med. Nel partenariato anche il C3DLab del Gruppo IRCCS San Donato di Milano con Matteo Pitton.
Il progetto punta a sviluppare scaffold tridimensionali biocompatibili e biodegradabili, vere e proprie impalcature capaci di guidare la rigenerazione dei tessuti. L’obiettivo è ottenere ricostruzioni sempre più simili all’organo originale e ridurre le complicanze post-operatorie. Le impalcature vengono realizzate con tecnologie avanzate come stampa 3D ed elettrofilatura, che permettono di riprodurre l’architettura multilayer dell’esofago, non solo nella forma ma anche nelle proprietà meccaniche e biologiche.
L’aspetto più innovativo è l’integrazione di sistemi di neovascolarizzazione tramite biostampa di cellule mesenchimali differenziate verso il comparto vascolare. Una strategia decisiva per garantire la corretta perfusione dello scaffold e favorirne l’integrazione con i tessuti circostanti. Ogni fase sarà validata con analisi in vitro e studi in vivo, per assicurare sicurezza, funzionalità ed efficacia in vista di possibili applicazioni cliniche future.
Reborn si presenta così come una piattaforma tecnologica avanzata nel campo della medicina rigenerativa, con potenziali ricadute importanti per il trattamento delle patologie esofagee e per il sistema sanitario lombardo e nazionale.