Autore Redazione
martedì
17 Febbraio 2026
05:33
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Tempo Libero - Wonderland Eventi - Piemonte

Brolo, il “paese dei gatti” sul Lago d’Orta. Una storia piemontese da riscoprire nella Giornata del Gatto

Brolo, il “paese dei gatti” sul Lago d’Orta. Una storia piemontese da riscoprire nella Giornata del Gatto

PIEMONTE – In Piemonte c’è un piccolo borgo affacciato sul Lago d’Orta dove i gatti sono diventati simbolo identitario e motivo di orgoglio per un’intera comunità. Brolo, frazione di Nonio in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, è conosciuto come “Il paese dei gatti”. Ma non lasciatevi ingannare dal nome.

Passeggiando tra le vie del borgo non vi imbatterete in colonie feline: i gatti di Brolo non si aggirano sui muretti o nelle piazze. Li troverete invece dipinti sui tetti, raffigurati sulle piastrelle dei numeri civici e perfino sui panettoni che delimitano le strade contro la sosta selvaggia. Sono immagini colorate e curate che raccontano l’anima del paese. I veri “gatti” di Brolo sono i poco più di 350 residenti che tengono viva e valorizzano una storia che affonda le radici nel Settecento. Una tradizione nata, secondo il racconto tramandato nel tempo, dalla storica rivalità con il vicino Comune di Nonio, ha spiegato Graziella Cavestri, dell’Associazione “I gatti di Brolo”.

Intervista a Graziella Cavestri, dell'Associazione "I gatti di Brolo"

La storia dei “gatti di Brolo” inizia il 10 ottobre 1756, durante una seduta del Consiglio della Comunità. Gli abitanti del paese chiesero di separarsi, a livello ecclesiastico, dalla Parrocchia di San Biagio di Nonio. Fino ad allora, per partecipare alle funzioni religiose, erano costretti ad attraversare il “Rio Veloce”, un corso d’acqua soggetto a piene e quindi pericoloso.
Brolo si impegnò a mantenere autonomamente la chiesa di Sant’Antonio d’Abate e a saldare i debiti con Nonio. Non tutti, però, credevano nel successo dell’impresa. A Nonio circolava un motteggio in dialetto: “Quand al vien parrocchia Brol, al ratta metrà su ul friol” ovvero: “Quando a Brolo ci sarà la parrocchia, il topo si metterà il mantello”.

Una provocazione che suonava come una presa in giro. Eppure, il 27 aprile 1767, Brolo ottenne ufficialmente l’erezione della Parrocchia di Sant’Antonio Abate. La risposta fu simbolica e ironica: vennero portati a Nonio dei topi con mantello addosso. Il messaggio era chiaro: i “gatti” di Brolo avevano avuto la meglio.

Passeggiare oggi per Brolo significa immergersi in un percorso a tema felino. Gatti dipinti sui tetti, sulle piastrelle dei numeri civici, nelle piazze e nelle viuzze; sculture, insegne e perfino i dissuasori in cemento decorati con raffigurazioni feline. Nel 2006 è stato realizzato anche un piccolo monumento dedicato al gatto, collocato su un’aiuola terrazzata lungo la strada principale. C’è persino la “Strescia dal Gat”, una stradina pedonale interamente dedicata ai mici. Tra le opere più curiose, spiccano reinterpretazioni artistiche come un autoritratto di Van Gogh in versione felina e un “Urlo” di Munch con protagonista un gatto.
Oltre ai gatti, il borgo offre chiese di interesse storico e Villa Tarsis, elegante palazzo signorile con giardino all’italiana. Brolo è anche punto di partenza per semplici escursioni verso il monte Cregno e il monte Pizzo, tra boschi e sentieri adatti anche a famiglie con bambini.

A pochi chilometri si trova Omegna, cittadina affacciata sul Lago d’Orta, con la pittoresca piazza XXIV Aprile, palazzi di origine medievale e rinascimentale, il Parco della Fantasia dedicato a Gianni Rodari e la Collegiata di Sant’Ambrogio. Numerosi anche gli eventi culturali, come la festa di San Vito.
Brolo rappresenta un esempio originale di come una leggenda popolare possa trasformarsi in identità collettiva e attrazione turistica. Il piccolo borgo piemontese, infatti, ha saputo trasformare un’antica sfida in una tradizione capace di richiamare visitatori e curiosi da tutta Italia e anche dall’estero.
(in copertina e nell’articolo foto dell’Associazione I Gatti di Brolo)

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