Autore Redazione
martedì
17 Febbraio 2026
08:37
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Cronaca - Pavia

Nasce “Con:Tatto” per accompagnare le famiglie dopo la terapia intensiva neonatale

Nasce “Con:Tatto” per accompagnare le famiglie dopo la terapia intensiva neonatale

PAVIA – In Italia ogni anno oltre 23mila bambini nascono pretermine e trascorrono le prime settimane o mesi di vita in Terapia Intensiva Neonatale. Se durante il ricovero le famiglie possono contare su équipe specializzate e ambienti protetti, la dimissione rappresenta spesso un momento delicato. Il rientro a casa, pur atteso, può portare con sé incertezze, timori e senso di solitudine.

Proprio su questo passaggio si concentra “Con:Tatto”, progetto che punta a dare voce ai genitori e a produrre dati utili per orientare pratiche cliniche, formazione e politiche di supporto. È prevista una survey nazionale rivolta alle famiglie per raccogliere informazioni su bisogni, paure e risorse percepite dopo la TIN. Accanto alla ricerca quantitativa, sono in programma podcast divulgativi sulla prematurità e webinar formativi per medici e professionisti sanitari che lavorano con neonati e genitori.

Negli ultimi anni la letteratura scientifica ha evidenziato quanto il coinvolgimento dei genitori, durante e dopo la TIN, sia determinante non solo per il benessere emotivo della famiglia ma anche per gli esiti di salute e sviluppo del neonato. Relazione precoce, contatto e partecipazione alle cure sono parte integrante del percorso assistenziale. L’attività del Laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo (dpb lab) dell’Università di Pavia e dell’IRCCS Fondazione Mondino ha mostrato come la genitorialità rappresenti un fattore protettivo, anche in situazioni di rischio come la nascita pretermine.

“Siamo convinti che quando la ricerca scientifica si esaurisce entro i muri dell’università di essere depotenziata e parziale. Vogliamo produrre evidenze che diventino un linguaggio sociale, per portare l’attenzione su un momento che spesso resta ai margini del racconto sanitario: il dopo la TIN” spiega Livio Provenzi, professore associato al Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’ateneo pavese e direttore del dpb lab. “La ricerca può e deve diventare uno spazio di ascolto e di connessione tra mondi diversi: quello scientifico, quello clinico e quello delle famiglie”.

Anche Massimo Agosti, presidente della SIN, sottolinea l’importanza di sostenere la genitorialità nei momenti più complessi. “Sostenere la genitorialità durante e dopo la terapia intensiva neonatale significa investire concretamente nel futuro dei bambini e delle famiglie. Crediamo fortemente nell’integrazione e nell’alleanza tra ospedale e territorio”.

Una visione condivisa anche da Martina Bruscagnin, presidente del coordinamento nazionale delle associazioni per la neonatologia Vivere Onlus. “Il rientro a casa è un passaggio carico di emozioni contrastanti. Dopo settimane o mesi in ospedale, molti genitori si possono sentire all’improvviso soli, proprio mentre diventano famiglia. Questo progetto cerca di riconoscere questa esperienza, per trasformarla in conoscenza che può curare”.

Il progetto è realizzato grazie al contributo non condizionante di Chiesi Italia. “Sostenere la genitorialità nei momenti più complessi significa investire nel futuro dei bambini e delle famiglie. Per questo abbiamo scelto di supportare “Con:Tatto”, un progetto che unisce rigore scientifico e ascolto dei genitori” commenta Raffaello Innocenti, Ceo & Managing Director di Chiesi Italia.

“Con:Tatto” si inserisce così in una visione di salute che va oltre la dimensione clinica, valorizzando relazione precoce, coinvolgimento dei genitori e continuità delle cure anche dopo la dimissione, creando un ponte tra ricerca, professionisti sanitari e comunità.

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