19 Febbraio 2026
05:30
Artigianato, il 2025 chiude in tenuta. Nel Pavese saldo positivo e segnali di stabilità
PAVIA – L’artigianato italiano archivia il 2025 con un segnale di sostanziale stabilità, ma lo sguardo al lungo periodo resta segnato da una contrazione significativa. A fine anno lo stock nazionale supera 1,23 milioni di imprese, con un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni di 187 unità. Negli ultimi dieci anni, tuttavia, il comparto ha perso complessivamente 128mila imprese.
È quanto emerge dall’elaborazione su dati Unioncamere–Movimprese, che evidenzia come la riduzione delle cessazioni abbia contribuito in modo determinante alla tenuta del settore. La media annua delle chiusure si è attestata a poco più di 79mila unità, in netto calo rispetto alle oltre 105mila registrate nel decennio 2009-2020, periodo caratterizzato da tre pesanti crisi economiche.
Nonostante le tensioni geopolitiche e la fragilità della domanda interna, le imprese artigiane hanno dimostrato una crescente capacità di adattamento, rafforzando la propria solidità pur operando in contesti produttivi spesso dominati da grandi aziende e con strutture dimensionali medio-piccole.
La situazione nel Pavese
Nel territorio della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, il 2025 si chiude con un quadro complessivamente stabile. Le imprese attive nelle tre province sono 107.917, con un tasso di crescita aggregato positivo dello 0,02%.
Per la provincia di Pavia, il saldo tra iscrizioni e cessazioni risulta positivo, contribuendo alla tenuta del tessuto imprenditoriale locale. Anche nel comparto artigiano, pur a fronte di una lieve flessione trimestrale, il sistema mantiene una posizione di equilibrio, in linea con l’andamento territoriale. I dati confermano dunque come, anche nel Pavese, il sistema delle imprese abbia saputo reggere le sfide economiche e sociali dell’ultimo anno, mostrando segnali di resilienza.
L’appello di CNA: “Ora riforme e sostegno strutturale”
“I dati nazionali e locali confermano la straordinaria capacità di resilienza delle nostre imprese artigiane – commenta il presidente di CNA Territoriale, Luciano Castellin – Anche in un contesto complesso come quello dell’ultimo anno, segnato da instabilità internazionale e difficoltà della domanda interna, la tenuta delle imprese artigiane della provincia di Pavia rappresenta un elemento di grande valore per il nostro sistema economico e sociale“.
Un risultato positivo che, però, non deve far abbassare la guardia. “Il saldo positivo del 2025 e i segnali di stabilità registrati non devono indurci a compiacimento – prosegue Castellin –È necessaria una modernizzazione della normativa di riferimento, a partire dalla legge quadro sull’artigianato, e un rafforzamento delle politiche di sostegno alle micro e piccole imprese”.
Tra le priorità indicate da CNA: riduzione della burocrazia, semplificazione dell’accesso al credito, incentivi agli investimenti in innovazione e formazione delle competenze. “Sono strumenti indispensabili per trasformare la stabilità attuale in una crescita strutturale“, sottolinea il presidente.
In chiusura, Castellin ribadisce il ruolo centrale del comparto: “L’artigianato è un pilastro del Made in Italy e un fattore di coesione sociale nei nostri territori. CNA Territoriale conferma il proprio impegno nel rappresentare le istanze delle imprese pavesi presso istituzioni e associazioni di categoria, per favorire condizioni che sostengano sviluppo, competitività e ricambio generazionale”.