Autore Redazione
mercoledì
18 Febbraio 2026
19:40
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Politica - Alessandria

Autonomia differenziata, Molinari e Bussalino (Lega): “Fondamentale il sì del Governo all’intesa preliminare”

Autonomia differenziata, Molinari e Bussalino (Lega): “Fondamentale il sì del Governo all’intesa preliminare”

PIEMONTE – “Un ulteriore tassello nel cammino verso la piena attribuzione alle Regioni, in Piemonte così come in Lombardia, Veneto e Liguria, delle funzioni in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica”. Queste le parole dell’Onorevole Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera e segretario regionale del Carroccio dopo l’approvazione degli schemi di intesa preliminare sull’autonomia differenziata in Consiglio dei Ministri. 

Per la Lega si tratta di “un traguardo importante“, perseguito “con tenacia in questi anni dal Ministro Calderoli, con il pieno sostegno del nostro Segretario Federale Matteo Salvini, e di tutto il partito. Autonomia e sussidiarietà, giova sempre ricordarlo, sono un vantaggio per tutti, e una forma di riequilibrio importante per una Regione come il Piemonte, che vanta nei confronti dello Stato un residuo fiscale annuo di circa 10 miliardi di euro. Ma questo è solo il primo, fondamentale passo verso quell’Italia Federale che è da sempre nel nostro dna, con forti competenze legislative e finanziarie alle Regioni”.

“Il passaggio odierno in Consiglio dei Ministri rappresenta un momento importante nel percorso di riconoscimento di ulteriori forme di autonomia alla Regione Piemonte – ha aggiunto l’assessore all’Autonomia della Regione Piemonte Enrico Bussalino –. Parliamo di competenze che consentiranno una gestione più efficiente di ambiti strategici come la protezione civile, il sistema delle professioni e l’organizzazione delle risorse in ambito sanitario, con l’obiettivo di rendere più rapide ed efficaci le risposte ai cittadini e ai territori. L’autonomia differenziata deve essere uno strumento di responsabilità e di sviluppo, capace di rafforzare la capacità programmatoria delle Regioni senza incidere sull’unità del sistema nazionale e nel pieno rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni”.

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