19 Febbraio 2026
05:20
Peste suina, il modello Piemonte a Bruxelles: “Obiettivo 41 mila cinghiali abbattuti nel 2026”
PIEMONTE – Il modello Piemonte nella lotta alla peste suina africana sarà portato a Bruxelles come esempio per la Commissione Europea. Lo ha annunciato il Commissario straordinario alla Psa Giovanni Filippini durante l’incontro al Palazzo della Regione con l’assessore Paolo Bongioanni e le strutture coinvolte. “Il lavoro svolto dal Piemonte su tutti i fronti della lotta alla peste suina è stato efficace ed esemplare. Dal monitoraggio alla sorveglianza, dall’azione di depopolamento al coordinamento tra enti, è stato sviluppato un modello di collaborazione estremamente positivo che a fine marzo proporremo alla Commissione Europea”, ha detto Filippini.
Secondo l’assessore Bongioanni, oggi la situazione in Piemonte è sotto controllo: “Possiamo affermare che la Psa in Piemonte è quantomeno confinata. Abbiamo salvato i distretti suinicoli di Chieri e Cuneo, mai toccati dalla pandemia, pezzi essenziali di una filiera trainante del nostro agroalimentare”.
Nel 2025 sono stati eradicati 26.456 cinghiali. Per il 2026 l’obiettivo è di 41.000 abbattimenti. Il depopolamento, ha spiegato Filippini, ha creato una barriera biologica, affiancata dalla sorveglianza attiva e dalla ricerca delle carcasse. La drastica riduzione dei cinghiali ha portato anche a un calo dei danni da fauna selvatica pagati dalla Regione. Resta però alta l’attenzione sulla biosicurezza negli allevamenti. Grazie a risorse recuperate dal vecchio Psr, il nuovo bando per la suinicoltura passa da 3 a 9 milioni di euro per finanziare recinzioni, strutture, impianti e attrezzature di stalla.
Filippini ha annunciato anche un contributo di 166mila euro al Piemonte per le azioni di contrasto alla Psa. Il Nord Ovest resta l’ultimo cluster attivo in Italia, mentre l’epidemia si è spostata verso l’Appennino tosco-emiliano. Si passerà ora da ordinanze generali a misure più mirate e calibrate sui singoli territori, con microcluster e strategie puntuali. Resteranno i barrieramenti lungo autostrade e ferrovie della Zona Cev e sarà intensificato l’uso delle trappole a gabbia nelle valli tra Basso Piemonte ed entroterra savonese. La barriera anticinghiale nell’Alessandrino resterà in loco, in attesa di valutazioni sull’evoluzione epidemiologica.
“In Piemonte oggi viviamo una situazione di tranquillità. Ma la prudenza non è mai troppa e non allenteremo le azioni di monitoraggio e contrasto finché non avremo cancellato ogni possibile rischio per il nostro territorio e le nostre aziende”, ha concluso Bongioanni.