20 Febbraio 2026
05:39
Dall’acquisizione per finalità sociali alla revoca della concessione al Comune di Tortona. Il caso della villa della mafia a Torre Calderai
TORTONA – Un immobile sottratto alla criminalità organizzata, un progetto annunciato per restituirlo alla comunità e, dopo quattro anni, la revoca dell’assegnazione al Comune di Tortona. La vicenda della villa confiscata in frazione Torre Calderai è al centro di un confronto politico e civile.
Nel 2021 la Giunta comunale manifestò formalmente la disponibilità ad acquisire gratuitamente l’immobile, un fabbricato bifamiliare un tempo appartenuto a un esponente della criminalità organizzata e successivamente sequestrato dalla Direzione Antimafia. Nelle intenzioni dell’amministrazione, l’edificio avrebbe dovuto diventare uno spazio dedicato a finalità sociali: emergenza abitativa, protezione di situazioni a rischio, progetti condivisi in ambito CISA attraverso una gestione sovraterritoriale dei beni confiscati presenti nel territorio.
A inizio 2022 l’immobile venne ufficialmente messo a disposizione del Comune. Sulla carta, l’operazione rappresentava un segnale forte: trasformare un simbolo del potere mafioso in uno strumento di aiuto per la collettività. Ma con il passare dei mesi, e poi degli anni, attorno alla villa non si è visto alcun intervento concreto. A sollevare il caso è stato il Partito Democratico tortonese, che ha denunciato l’assenza di sviluppi e il mancato rispetto delle tempistiche indicate. Il Pd cittadino ha chiesto alla Giunta di fare chiarezza, sottolineando come il riutilizzo sociale dei beni confiscati non sia solo una questione amministrativa, ma anche un dovere morale nei confronti delle vittime della criminalità organizzata e un atto concreto di rispetto verso lo spirito della legge.
Poco dopo la presa di posizione del Pd è arrivata la comunicazione ufficiale: l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha disposto la revoca della concessione dell’immobile al Comune di Tortona.
Il sindaco Federico Chiodi ha spiegato che la decisione “non è stata una sorpresa“. Negli ultimi mesi, infatti, erano già in corso interlocuzioni con l’Agenzia. L’idea originaria dell’amministrazione era quella di trasformare la villa in una casa rifugio per donne vittime di maltrattamenti, affidandone la gestione al CISA, già impegnato in servizi analoghi. Tuttavia, dopo le verifiche tecniche, l’immobile si sarebbe rivelato non idoneo a ospitare una struttura di questo tipo. Sono state esplorate anche altre possibilità, come progetti di ristorazione sociale o iniziative dedicate a minori in difficoltà, ma anche in questi casi la struttura è risultata inadeguata. A pesare, secondo il sindaco, sarebbero state anche irregolarità edilizie: l’edificio sarebbe stato realizzato in difformità alle norme, con abusi da sanare e costi di adeguamento rilevanti. “Non sempre questi beni possono essere riutilizzati, ma talvolta andrebbero abbattuti”, ha dichiarato Chiodi, ricordando comunque che l’amministrazione sta investendo in altri progetti sociali, come la ristrutturazione del complesso del Loreto.
Sulla vicenda è intervenuto anche il coordinamento provinciale di Libera. I referenti Andrea Vignoli e Fabio Lenti hanno espresso rammarico per la revoca. Pur riconoscendo le difficoltà tecniche che un ente locale può incontrare nella gestione di un bene confiscato, per Libera “lasciare in abbandono un immobile confiscato alle mafie è un’ammissione di resa e un regalo alle mafie stesse”. Un richiamo forte, arrivato peraltro a ridosso del trentennale della legge 109 del 7 marzo 1996, che sancì il principio del riutilizzo sociale dei beni confiscati. “Un bene confiscato non può diventare un bene dimenticato” è il messaggio di Libera, che esorta “il territorio a dare una risposta civica“.
La villa tornerà nella disponibilità dell’Agenzia, attraverso il portale unico delle destinazioni. L’auspicio di Libera è che possa trovare una nuova assegnazione e una progettualità concreta, coinvolgendo le realtà associative del territorio.
(in copertina immagine di repertorio)