24 Marzo 2026
12:56
Maxi operazione contro il contrabbando internazionale di tabacchi: base di stoccaggio a Bosco Marengo
GENOVA – È arrivata anche a Bosco Marengo la vasta operazione internazionale contro il contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Dall’alba di oggi, oltre 100 agenti del Centro Operativo D.I.A., della Guardia di Finanza di Genova e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli stanno eseguendo arresti e perquisizioni in diverse città italiane, tra cui Genova, Milano, La Spezia, Trieste, Napoli e proprio Bosco Marengo, oltre che in vari Paesi europei.
L’operazione, denominata “Borotalco” e coordinata dalla Procura Europea (EPPO) di Torino, ha colpito un’organizzazione criminale transnazionale dedita al traffico illecito di tabacco, con base nel Regno Unito e ramificazioni in Europa, Asia e Africa.
Secondo gli inquirenti, il gruppo sarebbe riconducibile alla mafia curda, in particolare al sodalizio noto come “Bombacilar” o “Hackney Bombers”. Le indagini, durate oltre un anno e partite dall’analisi dei container in arrivo al porto di Genova, hanno evidenziato un sistema ben strutturato: rotte marittime studiate per eludere i controlli, utilizzo di esperti doganali, acquisto diretto del tabacco in Paesi come Armenia, Emirati Arabi e Spagna e trasferimento dei proventi tramite criptovalute.
Fondamentale anche il ruolo di una società operante in Liguria, con spazi logistici in provincia di Alessandria, utilizzati per lo stoccaggio e la movimentazione della merce di contrabbando. L’azienda, secondo quanto emerso, forniva anche consulenze per aggirare i controlli doganali ed è ora ritenuta responsabile ai sensi della normativa sulla responsabilità amministrativa delle imprese.
Nel corso delle attività sono state sequestrate circa 32 tonnellate di tabacchi lavorati esteri, con un’evasione stimata di oltre 8 milioni di euro tra dazi, accise e IVA. Documentata anche un’ulteriore importazione illegale di quasi 9 tonnellate di merce, con imposte evase per oltre 2,3 milioni di euro.
Su richiesta della Procura Europea, il giudice per le indagini preliminari di Genova ha disposto la custodia cautelare in carcere per sei indagati e il sequestro di beni per circa 2,5 milioni di euro. Le indagini proseguono anche su altre nove spedizioni sospette transitate dal porto ligure tra ottobre 2023 e luglio 2024.
L’operazione ha visto la collaborazione delle forze di polizia di diversi Paesi europei, tra cui Regno Unito, Polonia, Francia e Svizzera, con il supporto di Europol e della rete internazionale antimafia. Un intervento che, sottolineano gli investigatori, conferma l’importanza della cooperazione internazionale nella lotta ai traffici illeciti e nella tutela della sicurezza economico-finanziaria dell’Unione Europea.